Simone Renai (segretario di Piancastagnaio) lascia il PRC

Anche il segretario del Partito della Rifondazione Comunista di Piancastagnaio, Simone Renai, ha deciso di lasciare il guida della sezione locale, quali sono i motivi di questa scelta?

La mia è una scelta che rispetto alla componente Vendoliana del PRC in Provincia di Siena è tardiva. Fino ad oggi ho creduto nella possibilità di portare avanti la mia idea di una sinistra unita e capace di affrontare in modo compatto questa nuova difficile fase storica rimanendo dentro Rifondazione Comunista. Negli ultimi mesi mi sono però reso conto che all’interno di questo partito non c’è spazio per l’espressione di idee differenti e innovative rispetto alla linea politica dell’attuale maggioranza . A livello provinciale inoltre, i nuovi rappresentanti, hanno dimostrato di non credere nei giovani e nella loro carica innovativa scegliendo prioritariamente, come referenti, quegli esponenti del Circolo in linea con la loro impostazione politica.

Cosa ti aspetti da questa nuova Sinistra che sta nascendo?

Mi aspetto di trovare quello spirito che si respirava dentro al PRC dopo il G8 di Genova quando a guidare ogni azione c’era la voglia e la convinzione di poter cambiare la società. Mi aspetto di trovare persone che si rapportino alla società attuale, sempre più schiava del liberismo, difendendo i valori alla base del nostro bagaglio storico e culturale sapendoli però declinare rispetto alla realtà economica e sociale nella quale sono immersi. Una Sinistra che, pur superando alcuni vecchi schemi, retaggio di un passato ormai lontano, continui a difendere le fasce più deboli e purtroppo sempre più ampie della società, che sia in grado di tutelare il tessuto fondante della nostra economia nazionale, gli artigiani, i commercianti e tutti coloro che rappresentano la tradizione manifatturiera italiana, che riservi, naturalmente, un’attenzione particolare a operai, precari, disoccupati e pensionati. Mi aspetto una sinistra che abbia la voglia e l’entusiasmo di lavorare alla costruzione di un mondo migliore per le generazioni future.

Anche a Piancastagnaio, alle prossime amministrative si presenterà una lista civica, cosa pensi di questa modalità di fare politica?

Quando si parla di liste civiche non credo sia corretto parlare di politica ma piuttosto di antipolica. Si tratta, nella maggior parte dei casi, di formazioni complesse composte da singole persone pulite e sinceramente mosse dalla volontà di cambiamento alle cui spalle però, accade spesso che operino soggetti caratterizzati da una carriera politica lunga e vissuta, soggetti che utilizzano le liste civiche per riciclarsi agli occhi di una popolazione che da anni li riconosce come protagonisti della scena politica comunale.

In che modo crede che si possa uscire dalla crisi economica globale?

Si tratta di certo di una crisi complessa e difficile da definire, lo dimostra l’estrema difficoltà che gli stessi analisti incontrano nel prevederne sviluppi e conseguenze. Credo che la mossa più opportuna sia la difesa delle base economica del nostro paese, da una parte quindi la tutela e la protezione delle fasce più deboli – disoccupati, pensionati e precari – dall’altra il sostegno concreto della fittissima rete di piccole e piccolissime aziende che stanno alla base della nostra economia nazionale e che, se adeguatamente valorizzate, possono essere il veicolo di quella ripresa economica che può farci tornare ad essere competitivi a livello internazionale. Per quanto riguarda il mio territorio, ma credo che lo stesso dovrebbe valere per tutta la produzione italiana di qualità, penso ad una serie di provvedimenti specifici indirizzati a garantire il Made in Italy e a salvaguardare le indiscusse capacità artigiane dei pellettieri dell’Amiata che da soli, nonostante l’estremo frazionamento, forniscono lavoro a circa 700 unità.

Cosa pensi del vento di cambiamento che arriva dall’America a seguito dell’elezione del Presidente Obama?

All’inizio, pur apprezzando l’aria di rinnovamento portata da questa elezione storica, non mi sono fatto trasportare da facili entusiasmi, scegliendo di giudicare il lavoro fatto dal nuovo Presidente più che il suo portato sociale e ideologico. Non dimentichiamo infatti che all’origine dell’attuale crisi finanziaria mondiale c’è indiscutibilmente una cattiva gestione delle precedente Amministrazione Bush. Ad oggi il Presidente Obama è un esempio positivo per l’Europa che, a differenza di quanto sta facendo l’America, continua a seguire la strada del conservatorismo e della difesa degli interessi di destra. Il nuovo presidente ha introdotto nella politica americana idee e prospettive di cambiamento che da sempre caratterizzano il pensiero della Sinistra italiana, come la tutela delle fasce più deboli, il sostegno della sanità pubblica, l’attenzione e l’interesse all’implementazione delle energie alternative e rinnovabili davvero pulite a scapito del progetto nucleare – rischioso ed economicamente sconveniente –, il sostegno indiscutibile, per noi, al principio della necessaria laicità dello Stato.

Quindi cosa farai adesso che hai lasciato il PRC?

Mi dedicherò alla costruzione dell’associazione per la Sinistra a Piancastagnaio di cercando di infondere nelle persone che si sentono a sinistra i nostri principi che sono alla base del nostro pensiero e del nostro agire politico.

2 Responses

  1. mariano Fresta Says:

    Mi raccomando, portati con te anche il Sanchini…

  2. angelo sanchini Says:

    Mariano Fresta si commenta da solo non ha neanche la capacità di comprendere che Simone Renai non è Roberto Renai,
    per fortuna io invece so chi è Mariano Fresta un saluto a tutti
    Angelo Sanchini

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