L’uomo e la donna che, confusi, muovono passi incerti fra le macerie del ‘900 fanno fronte allo spaesamento che provano con una convinzione certa: la necessità di ricostruire una città degli uomini, uno spazio di intercontaminazione e di scambio reale di culture ed esperienze, uno spazio di trasformazione e di elaborazione collettiva.
Ma se la certezza della necessità di provvedere alla ricostruzione di un mezzo di cambiamento rappresenta un dato oggettivo e sicuro, ben altra riflessione comporta il naturale interrogativo sul come questo mezzo si disegna sul piano reale. Non è più possibile scindere il “cosa” dal “come”.
“Il mezzo è il messaggio”, diceva McLuhan, intendendo che ogni medium “va studiato in base ai criteri strutturali in base ai quali organizza la comunicazione; è proprio la particolare struttura comunicativa di ogni medium che lo rende non neutrale, perché essa suscita determinati comportamenti e modi di pensare e porta alla formazione di una certa forma mentis.”
Noi pensiamo che la nuova Sinistra dovrà essere capace di rompere gli argini degli schemi organizzativi conosciuti, di mettersi in gioco ed in discussione aprendosi completamente e stabilendo la sua collocazione naturale in mezzo alla gente, senza quei vetri doppi e quelle barriere protettive che fino ad oggi, troppo spesso, sono servite a proteggere gruppi dirigenti privi di qualsiasi consenso reale che agivano spinti da necessità di autoconservazione.






