[Seminario MPS - Documenti] Democrazia, Partecipazione. Forme e pratiche del nuovo soggetto.

L’uomo e la donna che, confusi, muovono passi incerti fra le macerie del ‘900 fanno fronte allo spaesamento che provano con una convinzione certa: la necessità di ricostruire una città degli uomini, uno spazio di intercontaminazione e di scambio reale di culture ed esperienze, uno spazio di trasformazione e di elaborazione collettiva.
Ma se la certezza della necessità di provvedere alla ricostruzione di un mezzo di cambiamento rappresenta un dato oggettivo e sicuro, ben altra riflessione comporta il naturale interrogativo sul come questo mezzo si disegna sul piano reale. Non è più possibile scindere il “cosa” dal “come”.

“Il mezzo è il messaggio”, diceva McLuhan, intendendo che ogni medium “va studiato in base ai criteri strutturali in base ai quali organizza la comunicazione; è proprio la particolare struttura comunicativa di ogni medium che lo rende non neutrale, perché essa suscita determinati comportamenti e modi di pensare e porta alla formazione di una certa forma mentis.”

Noi pensiamo che la nuova Sinistra dovrà essere capace di rompere gli argini degli schemi organizzativi conosciuti, di mettersi in gioco ed in discussione aprendosi completamente e stabilendo la sua collocazione naturale  in mezzo alla gente, senza quei vetri doppi e quelle barriere protettive che fino ad oggi, troppo spesso, sono servite a proteggere gruppi dirigenti privi di qualsiasi consenso reale che agivano spinti da necessità di autoconservazione.


In poche parole si tratta di fare della democrazia il paradigma principale e la pratica costante del nuovo soggetto, avendo il coraggio di analizzare fino in fondo il significato di termini alti come Democrazia e Partecipazione. Oggi nessun soggetto politico può eludere questi temi, possono però essere molti i modi di declinarli: spacciare per democrazia la ratifica plebiscitaria di un nome e di un simbolo, di una lista o di un candidato, davanti ad una platea passiva e priva di sovranità, vuol dire produrre un livello di spettacolarizzazione avulso da qualsivoglia meccanismo di consenso; è rassicurante “Televisione Politica” che non suscita delle novità, che conforta, consola, conferma e inchioda gli “spettatori” in una stasi fisica (stare per del tempo seduti a guardarla) e mentale (poiché favorisce lo sviluppo di una struttura mentale passiva).

Costruire partecipazione significa cedere sovranità e avere il coraggio di rimettere le scelte più  importanti ad una decisione collettiva che sia il prodotto di una discussione aperta e pubblica.  Significa cioè, costruire un organismo politico di stampo assembleare con piena sovranità decisionale, totalmente aperto, che non si nasconda dietro le mura di un soggetto organizzato e che usi il metodo di “una testa un voto” per prendere decisioni in uno schema totalmente orizzontale in cui ci si misura sulle idee e sulle proposte e non sui ruoli o su appartenenze correntizie.

A questo proposito crediamo necessaria una riflessione profonda sul modello di organizzazione e coordinamento fra i vari livelli: immaginiamo una Sinistra costruita a rete, fatta di nodi territoriali e tematici federati fra loro e con piena autonomia, capaci di sperimentare diverse forme e modi del fare politica (da quelle più tradizionali all’associazionismo ed alla cooperazione) senza che questo produca limitazione alcuna. Un processo di aggregazione molecolare in cui il prodotto del legame fra atomi uguali e diversi non è la loro somma ma una nuova molecola.

Nessuna struttura piramidale, nessuna decisione “a cascata”, bensì l’inversione reale di tendenza, la resa concreta della valorizzazione delle diversità di ciascuno, senza appiattimenti e omologazioni.

I necessari organismi esecutivi dovranno essere eletti pubblicamente su una base di criteri espliciti e rifiutando ogni logica di spartizione fra soggetti preesistenti.
A questo proposito ci teniamo a ribadire che la Sinistra che vogliamo non è un collage incollato in fretta e furia, ma un soggetto nuovo tutto da costruire dove non esistono posizioni di rendita ma spazi aperti in cui dare il proprio contributo.

Un soggetto indipendente che risponde delle proprie azioni davanti alla più ampia platea di attivisti/e e di simpatizzanti e mai di fronte alla segreteria o alle segreteria di qualche altra realtà, e che lo fa in piena trasparenza garantendo socializzazione delle scelte e dei passaggi decisionali, nonchè una pubblicazione periodica del bilancio economico e di un “bilancio sociale” in cui verranno messe a fuoco azioni, percorsi ed iniziative politiche ed istituzionali compiute nel periodo dato.

Crediamo che per portare la sinistra fuori dalla crisi ci sia bisogno di molto coraggio e di altrettanta umiltà: le soluzioni non sono già scritte e vanno costruite attraverso la sperimentazione costante, la ricerca collettiva e la forza di osare fuori dagli schemi. Per iniziare questo percorso non esiste altra strada se non quella dell’inizio di un cammino pubblico, inclusivo e aperto a tutti quelli che credono nella necessità di ricostruire la sinistra  nel nostro paese.

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