Articolo di Alessandro Cannamela sulla quesitone acqua e balzello.

Articolo di Alessandro Cannamela riguardante la questione acqua uscito sul Corriere di Siena.

In questa calda estate ci troviamo per l’ennesima volta a fare i conti con il problema idrico: negli scorsi anni era successo per una situazione legata alla siccità, peraltro non ancora risolta, quest’anno per il cosi detto “Balzello”, la cauzione di 40 euro che l’Acquedotto del Fiora esige dai cittadini dell’Ato 6 Ombrone.

La polemica non tende a placarsi, si rincorre nel mettere alla pubblica gogna quel Sindaco reo di aver votato si al canone, il formarsi di comitati a difesa dei cittadini contro il balzello, le interrogazioni che si susseguono nei vari comuni da parte delle opposizioni di ogni colore e forma: si crea molta confusione, ma, almeno così ci pare, non si riesce ancora a centrare l’obbiettivo, ammesso che in questa azione ce ne sia uno, visto che solitamente in queste vicende si tende a liquidare conti che con gli interessi dei cittadini hanno ben poco a che fare.

Ciò che riteniamo debba rimanere inalienabile è il diritto dei cittadini di avere accesso all’acqua potabile di buona qualità, e per essa pagare un prezzo ragionevole: è ormai evidente che con questo  quadro legislativo e con un Ato immenso come il nostro, peraltro contraddistinto da una scarsa densità abitativa, il sistema pensato non regge, a meno che non si faccia pagare l’acqua 5\6 euro al metro cubo, prezzo insostenibile per gran parte delle nostre famiglie.

Da qui, possiamo tentare di analizzare la situazione, partendo dal nostro soggetto gestore, l’Acquedotto del Fiora: esso è fortemente indebitato, ha quasi esaurito tutte le linee di credito messe a sua disposizione dalle banche, ci sono creditori che da molti mesi aspettano di vedersi riconosciuti i soldi per lavori già fatti, sta disperatamente cercando nuove forme di finanziamento, con le tariffe pagate dai cittadini può a malapena coprire i costi ordinari, lasciando gran parte degli investimenti agli anni a venire.

La tariffa non può essere più alzata di così, per un meccanismo legislativo: allora come è possibile attivare gli investimenti necessari ed avere un prezzo ragionevole? Secondo noi reinserendo nel governo dell’acqua la fiscalità generale, come avveniva precedentemente alla legge Galli, pensando che una grande e moderna rete idrica sia un’opera di interesse generale che deve essere, perciò, finanziata con le risorse che derivano dalla tassazione nazionale.

Alcuni in questi giorni aprono alla gestione su scala Comunale, altri continuano a sostenere il dogma della privatizzazione totale: in questa situazione è  difficile, però, capire quale possa essere la soluzione praticabile, e alla luce della precaria situazione finanziaria dei comuni (dopo l’ultima botta derivante dalle mancate entrate dell’ICI), potremmo affermare che non è più possibile gestire un servizio idrico integrato su scala comunale.

Per quanto riguarda l’ipotesi di affidare la gestione del servizio interamente al privato, questo attuale modello di gestione, già fortemente controllato da privati, ci consente di affermare che non è possibile speculare sul bene vitale primario; la crisi economica che vive l’occidente, inoltre, demolisce il dogma novecentesco del privato più efficiente, più efficace e più economico mettendo alla luce le falle di questo sistema.

Noi pensiamo che una proposta percorribile sia quella di avere soggetti programmatori su media o piccola scala, ma soggetti gestori uniformi, che nel nostro caso si tradurrebbe in un soggetto gestore per l’intera Provincia di Siena.

Oggi è  necessario che la politica ritorni con forza su questo tema, cercando da un lato di costruire una proposta di governo più avanzata, richiamando le istituzioni ad una attenzione maggiore alle esigenze sociali, in un periodo di forte crisi; ciò è possibile solo allargando il tema del governo pubblico dell’acqua a tutti i cittadini interessati al tema, creando un meccanismo virtuoso di partecipazione attiva.

Come sinistra, in questi anni, avevamo criticato fortemente questo sistema, sostenendo che era ingestibile finanziariamente e socialmente: il nostro impegno resta, perciò, fortemente concentrato alla costruzione di un nuovo modello gestionale, che tenga conto anche delle giuste istanze sociali per un governo partecipato e responsabile sul tema acqua.

2 Responses

  1. Nick Says:

    Infatti prima la situazione era gestita da ogni singolo comune. Faccio un esempio: io sono di Santafiora; l’acquedotto prima era gestito dal Comune e per i cittadini era un enorme vantaggio (anche da un lato più prettamente pragmatico, visto che adesso se hai una richiesta o una lamentela devi recarti a Grosseto). Bisognerebbe tornare a quel regime lì, piuttosto che chiedere alle istituzioni più grandi, che, come tutti ben sappiamo, sono la tana dei corrotti o i corruttori. Vorrei inoltre dire una cosa riguardo la gestione del movimento, se mi è consentita: come tutti i maxi-partiti (cioè quelli ottenuti da una fusione di più partiti), anche Sinistra & Libertà ha accumulato un numero considerevolmente inferiore di voto, che se si fosse presentata come una coalizione dei partiti che la compongono. Tutto questo perché? Perché noi gente di Sinistra siamo ancora legati al simbolo, all’ideologia, più che al capo carismatico (leggi Silvio Berlusconi con il suo partito monarchico). Ecco perché vi suggerisco di tornare ad essere una coalizione. Una grande coalizione, ma pur sempre una coalizione, ciascuna con il suo simbolo. Anche perché (eccetto il partito-azienda), sappiamo tutti quanta emorragia di voti si ha perdendo un simbolo (Sinistra Arcobaleno), giusto?

  2. SinistraSiena Says:

    Per quanto riguarda la prima affermazione temo che sia la già citata legge galli ad impedirlo: in definitiva la cosa migliore sarebbe a parer mio riuscire a coniugare un bacino d’utenza dela congrua dimensione con una vicinanza ai problemi ed ai cittadini.
    Per la seconda questione personalmente ritengo che la sconfitta (di tutto il centro sinistra oltre che nostra) abbia origini culturali e non meramente elettorali: ciò che dici è in parte vero, ma temo insufficiente a spiegare il tracollo della sinistra in Italia. Dobbiamo ripensarci a parer mio, ricominciare da zero.
    cari saluti,
    alessandro

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