feb 17

Alessandro Cannamela ieri è stato eletto portavoce provinciale di SEL con i voti di 28 delegati su 38 presenti. E’ stato il primo atto del comitato provinciale costituente, l’organo provinciale di riferimento di Sinistra Ecologia e Libertà. Che impressione hai avuto, Alessandro, della discussione di ieri?

E’ stata una discussione intensa, dai toni vivaci, in cui i delegati territoriali del nostro soggetto costituendo si sono confrontati a tutto tondo, sull’organizzazione e sulla politica, sulle prossime regionali e sul nostro territorio. Una discussione vera, autentica, che ha dimostrato la vitalità della nostra formazione politica.

Finalmente anche a Siena prende vita Sinistra Ecologia e Libertà quindi. Qual’è il vostro radicamento sul territorio e quali le vostre aspettative future per questo?

L’embrione da cui nasce in questa provincia SEL è ovviamente la Sinistra per la Provincia di Siena, l’esperienza a cui abbiamo dato vita per le scorse elezioni amministrative. Il buon risultato che abbiamo conseguito ci consente di contare su consiglieri comunali presenti in tutta la provincia e sulle capacità e il lavoro del consigliere e dell’assessore provinciale. Ma soprattutto contiamo sulla nostra capacità di iniziativa politica: abbiamo intenzione di mettere in campo una serie di appuntamenti in cui spiegheremo chi siamo e per cosa siamo nati, ma soprattutto in cui parleremo dei bisogni reali che le persone sentono in questo territorio. La crisi internazionale rispetto alla quale registriamo la totale assenza di interventi da parte del governo di centrodestra si fa sentire in profondità anche in questa provincia ed è necessario pensare a linee di investimento che escano dai modelli consueti della produzione industriale e sondino il campo delle nuove energie, alla ricerca di quel binomio innovazione-ambiente che deve divenire paradigma della nostra azione di governo.

Vuole dire che l’ecologia può essere una risorsa? Avete cambiato nome per questo?

L’ecologia può divenire il motore di un’altra economia e credo che in questo campo, come in molti altri, la provincia stia operando bene: il polo delle rinnovabili come il progetto di Siena Carbon free sono obiettivi ambiziosi e giusti che dobbiamo aiutare a costruire e che, ripeto, devono essere visti, anche, come mezzi di produzione di ricchezza.

Capitolo Regionali. SEL ha annunciato tre giorni fa il suo appoggio ufficiale al candidato presidente del centrosinistra Enrico Rossi. Su cosa avete basato questa scelta?

La nostra scelta deriva innanzitutto da un giudizio fondamentalmente positivo dell’azione di governo condotta finora dal centrosinistra in questa regione. A ciò si aggiunge la volontà di proseguire un lavoro condotto in questi anni che ha avuto i suoi punti di forza nella difesa dei beni comuni, del diritto all’abitare. E soprattutto del lavoro. 40000 cassintegrati in questa regione, migliaia di precari a cui è stato sottratto il posto di lavoro, una crisi che ha colpito duro anche da noi quindi. Noi dobbiamo essere in grado di fornire una risposta, per quanto difficile, a tutti e a tutte loro, e per farlo mi sembra che il candidato presidente abbia iniziato col piede giusto, parlando di reddito e di sostegno per i giovani, mettendo il lavoro al centro del suo programma, investendo sulla riconversione e sull’energia.

A proposito di regionali. In Puglia il vostro leader Nichi Vendola sarà candidato presidente dell’intero centrosinistra dopo il trionfo delle primarie. Che cosa pensi del laboratorio Puglia? E’ replicabile qua in Toscana?

Nichi Vendola ha imposto alla sinistra di ricordarsi perchè esiste, glielo ha imposto con la voce gentile e lo sguardo fermo, con lo stile e la classe di chi osa perchè sa di poterlo fare, di chi si definisce solo quando sa di avere dietro 200000 concittadini.
Nichi è un esempio arduo da replicare e che vive anche di una sua contingenza, eppure noi dobbiamo provare a far vivere quelle chiavi di lettura, dobbiamo provare a muovere i gangli della partecipazione, a produrre società, a narrare i vizi di questo sistema e ad ascoltare e proporre soluzioni: dobbiamo rendere i soggetti politici e le amministrazioni votate al cambiamento qualcosa di più di adesso, dobbiamo essere un canale interattivo che riceve e trasmette, che non si ferma mai, che è parte della dinamica sociale e contemporaneamente sa far sentire il profumo dell’altro mondo che vuole costruire.

Allora comincia un duro lavoro immagino. 1 mese e mezzo di campagna elettorale tanto per cominciare.

Meno, 41 giorni. Poco, pochissimo, per raccontarci e ancora meno per convincere che possiamo rendere la politica un’altra cosa, una cosa diversa dal malaffare e dall’ottusità. Una cosa aperta e rivolta al futuro. Una cosa viva.

nov 1

assemblea 5 novembre copia

Giovedi 5 Novembre, ore 21:30 Saletta dei Mutilati, assemblea di presentazione di Sinistra e Libertà e inizio della campagna di adesione saranno presenti Gennaro Migliore e Fabio Mussi, che vedrà il culmine il 19 dicembre a Roma con l’Assemblea Nazionale.

ott 6

C’è un’immagine dominante in questo Paese: l’immagine di un premier super-Uomo, di un leader acclamato che non teme dissensi, il cui Governo è l’unica squadra capace, in tutta l’Europa, di affrontare una crisi drammatica che mette a dura prova quelle sicurezze che si credevano intoccabili ed immutabili. Questa, almeno è l’immagine che viene trasmessa a reti unificate dalle televisioni del Premier, dai suoi giornali e dalle sue radio.

Oltre, c’è il blackout imposto dai trecentomila di Piazza del Popolo, da chi decide di spegnere un media monolitico per rimettersi alla ricerca di un racconto più vero. Ci sono le storie tenute in silenzio, in ogni territorio, in ogni città di questa Italia invisibile: ci sono operai ed impiegati che occupano la propria fabbrica, o il proprio ufficio per difendere il posto di lavoro, i genitori con i figli che non entrano a scuola e si mettono a far lezione sui gradini del loro istituto perché le classi sono assurdamente sovraffollate, o gli insegnanti precari che vengono strangolati dai tagli imposti dalla riforma.

Oltre c’è la necessità di ricostruire un soggetto politico che sia capace di ridar voce al Paese reale, di sapersi fare strumento e veicolo di un disagio crescente e di un dissenso oscurato. Sinistra e Libertà sono le parole che abbiamo incontrato guardando questa necessità. Una forza nascente che vuole costruire insieme a tutti i cittadini e le cittadine una società diversa, un’altra idea di crescita collettiva, di stare insieme, di abitare le città. E vogliamo farlo, come a Siena, assumendoci tutte le responsabilità che comporta la concretezza di questo progetto, come il governo del Territorio sui vari livelli.

La nostra avventura è nata poco prima delle elezioni provinciali e l’elezione di Roberto Renai in Consiglio Provinciale e la nomina di Gabriele Berni dimostrano il grande riscontro che ha avuto e la fiducia che in tanti ed in tante ci hanno dato. Oggi siamo alle porte di un altro grande momento: la costruzione del soggetto politico in ogni realtà.

Salutiamo con piacere la volontà espressa da alcuni soggetti organizzati di sciogliersi da subito dentro Sinistra e Libertà. Pensiamo che questo possa essere un grande inizio, capace di coinvolgere immediatamente quello stanchissimo “popolo della sinistra” che, seppur smarrito, ci ha incoraggiato con il milione di voti ricevuto alle elezioni europee a proseguire questa strada. È da quel milione che dobbiamo ripartire convocando grandi assemblee pubbliche in ogni comune della Provincia, aperte a chiunque voglia partecipare, sovrane su ogni scelta e luogo principale di un confronto vero che sia capace di scrivere dall’inizio questa grande storia, i suoi caratteri fondativi, il suo percorso, la sua forma.

Sinistra e Libertà è un grande sogno che deve avere al centro della sua natura la democrazia e la partecipazione, come interrogativo principale e come tratto costituente del suo essere. Un grande sogno che non sarà mai rinchiuso in un marchio proprietario, in un simbolo sterile: questa sinistra è di tutti coloro che vorranno mettersi in gioco per ricostruire in questo Paese una grande forza alternativa alle destre capace di essere interprete e motore del cambiamento.

set 5

Articolo di Alessandro Cannamela riguardante la questione acqua uscito sul Corriere di Siena.

In questa calda estate ci troviamo per l’ennesima volta a fare i conti con il problema idrico: negli scorsi anni era successo per una situazione legata alla siccità, peraltro non ancora risolta, quest’anno per il cosi detto “Balzello”, la cauzione di 40 euro che l’Acquedotto del Fiora esige dai cittadini dell’Ato 6 Ombrone.

La polemica non tende a placarsi, si rincorre nel mettere alla pubblica gogna quel Sindaco reo di aver votato si al canone, il formarsi di comitati a difesa dei cittadini contro il balzello, le interrogazioni che si susseguono nei vari comuni da parte delle opposizioni di ogni colore e forma: si crea molta confusione, ma, almeno così ci pare, non si riesce ancora a centrare l’obbiettivo, ammesso che in questa azione ce ne sia uno, visto che solitamente in queste vicende si tende a liquidare conti che con gli interessi dei cittadini hanno ben poco a che fare.

Ciò che riteniamo debba rimanere inalienabile è il diritto dei cittadini di avere accesso all’acqua potabile di buona qualità, e per essa pagare un prezzo ragionevole: è ormai evidente che con questo  quadro legislativo e con un Ato immenso come il nostro, peraltro contraddistinto da una scarsa densità abitativa, il sistema pensato non regge, a meno che non si faccia pagare l’acqua 5\6 euro al metro cubo, prezzo insostenibile per gran parte delle nostre famiglie.

Da qui, possiamo tentare di analizzare la situazione, partendo dal nostro soggetto gestore, l’Acquedotto del Fiora: esso è fortemente indebitato, ha quasi esaurito tutte le linee di credito messe a sua disposizione dalle banche, ci sono creditori che da molti mesi aspettano di vedersi riconosciuti i soldi per lavori già fatti, sta disperatamente cercando nuove forme di finanziamento, con le tariffe pagate dai cittadini può a malapena coprire i costi ordinari, lasciando gran parte degli investimenti agli anni a venire.

La tariffa non può essere più alzata di così, per un meccanismo legislativo: allora come è possibile attivare gli investimenti necessari ed avere un prezzo ragionevole? Secondo noi reinserendo nel governo dell’acqua la fiscalità generale, come avveniva precedentemente alla legge Galli, pensando che una grande e moderna rete idrica sia un’opera di interesse generale che deve essere, perciò, finanziata con le risorse che derivano dalla tassazione nazionale.

Alcuni in questi giorni aprono alla gestione su scala Comunale, altri continuano a sostenere il dogma della privatizzazione totale: in questa situazione è  difficile, però, capire quale possa essere la soluzione praticabile, e alla luce della precaria situazione finanziaria dei comuni (dopo l’ultima botta derivante dalle mancate entrate dell’ICI), potremmo affermare che non è più possibile gestire un servizio idrico integrato su scala comunale.

Per quanto riguarda l’ipotesi di affidare la gestione del servizio interamente al privato, questo attuale modello di gestione, già fortemente controllato da privati, ci consente di affermare che non è possibile speculare sul bene vitale primario; la crisi economica che vive l’occidente, inoltre, demolisce il dogma novecentesco del privato più efficiente, più efficace e più economico mettendo alla luce le falle di questo sistema.

Noi pensiamo che una proposta percorribile sia quella di avere soggetti programmatori su media o piccola scala, ma soggetti gestori uniformi, che nel nostro caso si tradurrebbe in un soggetto gestore per l’intera Provincia di Siena.

Oggi è  necessario che la politica ritorni con forza su questo tema, cercando da un lato di costruire una proposta di governo più avanzata, richiamando le istituzioni ad una attenzione maggiore alle esigenze sociali, in un periodo di forte crisi; ciò è possibile solo allargando il tema del governo pubblico dell’acqua a tutti i cittadini interessati al tema, creando un meccanismo virtuoso di partecipazione attiva.

Come sinistra, in questi anni, avevamo criticato fortemente questo sistema, sostenendo che era ingestibile finanziariamente e socialmente: il nostro impegno resta, perciò, fortemente concentrato alla costruzione di un nuovo modello gestionale, che tenga conto anche delle giuste istanze sociali per un governo partecipato e responsabile sul tema acqua.

set 2

Questo l’articolo uscito martedì 1 settembre sulle pagine del corriere di siena scritto da Roberto Renai, capogruppo in consiglio provinciale della Sinistra.

Le vicende tragiche di questi giorni hanno consegnato ai nostri sguardi le immagini crude di una realtà incomprensibile nel ventunesimo secolo: i corpi e i volti dei 5 sopravvissuti all’ennesimo naufragio hanno raccontato anche senza le parole il loro viaggio, la fine assurda dei propri 70 compagni di sventura.

Il dibattito che si è sviluppato successivamente ha portato alla luce il fallimento delle politiche immigratorie (criminali) di questo governo, capace esclusivamente di emanare decreti demagogici e che hanno ricadute tragiche: politiche che si declinano oggi nell’incredibile denuncia che riguarda gli eritrei di quel gommone alla deriva che aspre polemiche internazionali ha provocato.

Anche la reazione alle parole della Chiesa, che ha parlato di uno Stato cieco di fronte al dramma dei migranti come ai tempi della Shoah, sono il segno di una politica che all’analisi della realtà preferisce il proclama ideologico.

Il decreto sicurezza, entrato in vigore lo scorso 8 agosto, risponde alla stessa logica: creare paura ed insicurezza, discriminare i migranti, senza preoccuparsi neppure delle conseguenze drammatiche delle proprie azioni.

Negare il diritto all’assistenza sanitaria ai clandestini, infatti, significa mettere a rischio la salute non solo di tutti coloro che per paura non si recheranno nei luoghi idonei per curarsi, ma dell’intera popolazione.

Negare l’istruzione ai figli dei clandestini, inoltre, significa costruire una società che riconosce determinati diritti solo a chi possiede un certo sangue o una certa nazionalità, in altre parole una società che si fonda sulla discriminazione razziale.

Istituire ronde di squadrista memoria che pattugliano il territorio alla ricerca di immigrati pericolosi, non diminuisce l’insicurezza delle strade degli italiani, ma anzi crea squadroni di dilettanti spesso mossi da pregiudizi ed astio.

La politica e la pratica dell’integrazione, quell’esercizio complesso di democrazia e cessione di sovranità, quel riconoscimento e quell’interazione, quella intercontaminazione culturale, quell’arricchimento reciproco scompaiono: resta sullo sfondo nero dipinto in monocolore dalla destra la politica securitaria come soluzione del “problema” immigrazione.

Anche il diritto internazionale costruito nel secondo dopoguerra, che metteva in primo piano i diritti universali dell’Uomo rispetto alle leggi statali, viene calpestato: si riafferma così un sistema di pensiero per cui la nazione, lo Stato, ha il diritto di vita o di morte sui cittadini, siano essi migranti o indigeni.

Noi riteniamo che questa provincia debba essere immune da questo germe di intolleranza: essa deve migliorare i propri servizi (non ultimi quelli offerti dalla questura e che più volte sono stati messi sotto osservazione da questo giornale), aumentare le iniziative interculturali, cercare soluzioni efficaci per governare i problemi connessi alla crisi per questi cittadini, ma non dovrà mai cadere nella trappola della rincorsa culturale della destra.

La legge regionale toscana ci dona strumenti per affrontare le problematiche legate al nuovo decreto sicurezza: guardiamo ad essa come ad un esempio importante di reazione istituzionale.

Per questo motivo presenteremo in consiglio provinciale ed in più di 20 comuni, una mozione che ribadirà questi concetti, il fermo sostegno alla legge regionale sull’immigrazione, contro una politica fatta di falsi slogan e discriminazioni reali.

apr 14

Dalle ultime informazioni ricevute sappiamo che sarebbero ancora necessarie scarpe e pantofole, rasoi, schiume da barba e dopobarba, trucchi, acqua, coperte. I vestiti e l’intimo vengono accettate solo se nuovi.

Ricordiamo che giovedì mattina partirà un secondo carico di materiale e un secondo gruppo di volontari.

Grazie  a tutt* per la collaborazione

apr 9

Pannolini, assorbenti, coperte, carta igienica, latte in polvere, latte a lunga conservazione, biscotti, omogeneizzati, olio, caffè, dentifricio e spazzolini da denti, sapone

apr 3
Verso il 4 aprile
icon1 SinistraSiena | icon2 interventi, sinistra | icon4 04 3rd, 2009| icon3No Comments »

Nel corso di un confronto tra le parti sociali, un sindacalista, senza far nomi, rappresentava al nostro emerito Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, la condizione di disagio dei molti italiani che, a causa di salari e pensioni inadeguati, non riuscivano ad arrivare alla fine del mese, a pagare affitti e mutui o semplicemente a fare la spesa dopo la terza settimana. La risposta disarmante del Cavaliere fu: ma Guglielmo, che razza di gente frequenti? Questo aneddoto, raccontatomi da Carla Cantone, segretaria confederale della CGIL, presente a quella trattativa, rivela in modo disarmante la marginalità che riveste oggi nella politica perseguita da questo governo, il problema della condizione di migliaia di persone escluse dalla ridistribuzione della ormai scarsa ricchezza residua in questo paese, suddivisa tra un sempre più ristretto numero di eletti e l’allargamento delle fasce di povertà, dato peraltro confermato da tutti gli Istituti di Statistica, anche da quelli governativi.

Le cattive frequentazioni di Guglielmo daranno vita domani, alzandosi nel cuore della notte, ad un’altra di quelle scampagnate gratuite verso la capitale, con colazione compresa, come nel marzo del 2002 e come in tante altre occasioni, per affermare ancora una volta il loro diritto a partecipare alle scelte piuttosto che a subire le non scelte.

Segnali chiari per combattere una crisi che da finanziaria è divenuta crisi di sistema e produttiva giungono dagli Stati Uniti e dall’Europa: solo in Italia si continua dire che questa crisi è passeggera e se ne uscirà presto, quasi come a fornire un alibi alla mancanza di interventi di sostegno per chi perde il lavoro, all’assenza di ammortizzatori sociali estesi, a una politica di difesa dei redditi, a un concreto sostegno alle imprese.Si procede anzi ad una politica di tagli su scuola, università, ricerca, sanità, mentre la disoccupazione continua a salire verso percentuali impensabili solo qualche mese fa e le crisi aziendali si estendono a macchia d’olio in tutto il paese e per tutti i settori produttivi.

La battuta del Presidente del Consiglio segnala la distanza, l’abisso che divide chi ci governa dal paese reale, per questo saremo a Roma in tanti, per rappresentare una parte di paese che chiede più solidarietà e coesione sociale, meno divisione, un diritto vero alla contrattazione e alla sicurezza, meno interventi pietistici e demagogici, l’attenzione verso chi migra nel nostro paese per sfuggire a condizioni disumane, non per morire affogato ma alla ricerca di condizioni di vita migliori, il diritto della persona ad essere curata qualunque sia la sua provenienza, insomma: il pieno rispetto della nostra Costituzione.

Luciano Tarì- La Sinistra