<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><!-- generator="bbPress" -->
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
>
	<channel>
		<title>Sinistra Siena Forum: Articoli Recenti</title>
		<link>http://www.sinistrasiena.net/forum/</link>
		<description>Sinistra Siena Forum: Articoli Recenti</description>
		<language>it-IT</language>
		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 00:27:03 +0000</pubDate>
		<generator>bbpress 1.0-alpha-6</generator>
		<textInput>
			<title><![CDATA[Cerca]]></title>
			<description><![CDATA[Search all topics from these forums.]]></description>
			<name>q</name>
			<link>http://www.sinistrasiena.net/forum/search.php</link>
		</textInput>
		<atom:link href="http://www.sinistrasiena.net/forum/rss.php" rel="self" type="application/rss+xml" />

		<item>
			<title>SinistraSiena su "Schema mozione acqua"</title>
			<link>http://www.sinistrasiena.net/forum/topic.php?id=23#post-24</link>
			<pubDate>Mer, 16 Set 2009 09:49:43 +0000</pubDate>
			<dc:creator>SinistraSiena</dc:creator>
			<guid isPermaLink="false">24@http://www.sinistrasiena.net/forum/</guid>
			<description>&#60;p&#62;Data luogo                                                                      Al Sindaco ………. &#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Mozione &#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Oggetto: situazione s.i.i Sistema Idrico Integrato &#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Premesso che&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;- L'acqua è una risorsa primaria essenziale alla vita. La disponibilità e l'accesso universale all'acqua sono obiettivi da perseguire in quanto garanzia di un diritto inalienabile. La conservazione della risorsa acqua va perseguita anche a beneficio delle generazioni future, che hanno diritto ad un ecosistema equilibrato;&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;- Oggi sulla Terra più di un miliardo e trecento milioni di persone non hanno accesso all'acqua potabile. Si prevede che nel giro di pochi anni tale numero raggiunga i tre miliardi. Eppure tutti sanno che l'acqua è vita e che senza acqua non c'è vita possibile.L'acqua rappresenta quindi un bene comune a livello mondiale, necessario alla sopravvivenza ed insostituibile;&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;- Il quadro legislativo in tema del governo del Servizio idrico Integrato è la   legge 36\94, detta “legge Galli” dal suo estensore, poi recepita dalla legge 81\95 da parte della Regione Toscana,che istituisce gli Ambiti Territoriali Ottimali obbligatori per i Comuni;  &#60;/p&#62;
&#60;p&#62;- precedentemente all’entrata in vigore della legge Galli,il sistema di gestione aveva forme e modi totalmente diversi tra loro,alcuni comuni gestivano il servizio in economia,altri gestivano il servizio tramite aziende speciali sovra comunali in fine  dei comuni avevano attivato SPA pubbliche; &#60;/p&#62;
&#60;p&#62;- l’attuazione della legge Galli nei 93 Ambiti italiani ha avuto applicazione diversificata,la Toscana è stata la prima regione italiana ad attuare in modo organico la legge quadro; &#60;/p&#62;
&#60;p&#62;- l’Ambito 6 Ombrone è per estensione il più grande della Tascana e tra i più grandi d’Italia,il meno popolato, la nostra dotazione acquedottistica risulta più che doppia come la rete fognaria,rispetto agli altri cinque ambiti toscani;  &#60;/p&#62;
&#60;p&#62;- ogni anno problematiche connesse alla gestione del bene acqua salgono agli onori delle cronache,le dispersioni di rete,la sentenza della Corte Costituzionale per la depurazione civile,la siccità,i problemi tariffari come il Canone attivato dall’Assemblea dell’Ato con delibera N 5 del 6 Marzo 2009; &#60;/p&#62;
&#60;p&#62;valutato che &#60;/p&#62;
&#60;p&#62;- dopo più di 15 anni dall’entrata in vigore della legge galli nel territorio nazionale permangono ancora larghe aree che debbono costituire gli Ambiti,affidare il servizio; &#60;/p&#62;
&#60;p&#62;- il soggetto gestore Acquedotto del Fiora attraversa un difficile momento finanziario,dovuto in primo luogo alla condizione generale degli impianti, &#60;/p&#62;
&#60;p&#62;-dopo otto anni dall’entrata in vigore della nuovo gestore dell’Ambito,che è controllato al 40% da privati,possiamo iniziare una valutazione reale sul  lavoro svolto;&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;- le garanzie operative offerte ai privati, erano, oltre che il 7% garantito su ogni euro immesso nel sistema idrico, l’Amministratore Delegato con poteri diretti fino 1 milione di Euro; &#60;/p&#62;
&#60;p&#62;- la percezione comune che riscontriamo ogni giorno nel nostro comune è che il servizio non funzioni a dovere,i cittadini soffrono una difficoltà reale, nel coniugare pagamento delle tariffe e ritorno in termini di efficienza del servizio; &#60;/p&#62;
&#60;p&#62;- nel nostro Ambito ci sono migliaia di utenze non allacciate all’acquedotto che effettuano il prelievo direttamente in falda,senza nessun controllo,come agriturismo,attività industriali, ecc…,; &#60;/p&#62;
&#60;p&#62;considerato che &#60;/p&#62;
&#60;p&#62;- la norma obbliga a contenere all’interno dell’Ambito l’intero ciclo gestionale\finanziario,la somma dei ricavi della fatturazione deve mantenere in equilibrio i costo derivanti dalla gestione ordinaria e gli investimenti necessari al Sistema Idrico Integrato; &#60;/p&#62;
&#60;p&#62;- tutto il sistema  programmatorio\gestionale viene gestito dall’Assemblea dei Sindaci, sia nel’Ambito, sia nel Soggetto gestore;questa anomalia produce un sovraccarico di responsabilità sui legali rappresentanti dei Comuni a discapito delle Assemblee Elettive; &#60;/p&#62;
&#60;p&#62;- la tariffa è regolamentata del Decreto Ministeriale del 1.8.1996 che definisce il “Metodo normalizzato”, che è il risultato della somma tra: investimenti-manutenzione ordinaria-storico della tariffazione;nel nostro Ambito la risultante del calcolo è al massimo consentito,può solamente essere allineata al tasso di inflazione programmato annualmente; &#60;/p&#62;
&#60;p&#62;-il secondo Piano di Ambito dell’Ato 6 Ombrone riallinea la curvatura della fatturazione programmata nei 25 anni di affidamento del servizio, il risultato riduce significativamente i presunti ricavi rispetto al primo piano,questa operazione ad investimenti invariati, produce uno scostamento negativo di 100 milioni di euro al 25 anno; &#60;/p&#62;
&#60;p&#62;il consiglio Comunale di ……………… propone &#60;/p&#62;
&#60;p&#62;- di farsi parte attiva per superare l’attuale impianto legislativo,in fase nazionale e regionale; &#60;/p&#62;
&#60;p&#62;- nel merito della proposta di: ritornare alla tassazione generale come modello di finanziamento per la gestione del bene acqua;estendere le decisioni in merito di programmazione e gestione alle Assemblee elettive;la riperimetrazione dell’Ambito 6 Ombrone; &#60;/p&#62;
&#60;p&#62;- aprire un percorso di verifica sull’efficacia dell’azione del soggetto gestore Acquedotto del Fiora; &#60;/p&#62;
&#60;p&#62;- che la gestione dell’acqua in quanto bene primario per l’umanità,deve essere classificato diversamente agli altri servizi a valenza economica; &#60;/p&#62;
&#60;p&#62;- chiedere alla Provincia di Siena di effettuare uno studio che costruisca la mappatura di tutte le utenze non allacciate all’aquedotto, ,agriturismi,attività non agricole ecc..
&#60;/p&#62;</description>
		</item>
		<item>
			<title>SinistraSiena su "Odg sul decreto legge sulla sicurezza e sull'immigrazione"</title>
			<link>http://www.sinistrasiena.net/forum/topic.php?id=22#post-23</link>
			<pubDate>Mer, 16 Set 2009 09:48:40 +0000</pubDate>
			<dc:creator>SinistraSiena</dc:creator>
			<guid isPermaLink="false">23@http://www.sinistrasiena.net/forum/</guid>
			<description>&#60;p&#62;PREMESSO CHE&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;    * in Italia  il tema dell’immigrazione  e della sicurezza sono  sempre più al centro di una campagna strumentale  che ha come conseguenza  la crescita di pregiudizi e di ostilità verso gli immigrati e  il diffondersi  di sentimenti di   paura e di  intolleranza;&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;    * il governo facendo ricorso   al voto di  fiducia ha fatto approvare  in parlamento il cosi detto   decreto sicurezza, in cui sono contenuti provvedimenti  che non affrontano  i problemi veri legati alla criminalità,  non rafforzano  il contrasto  al crimine e non aumentano la sicurezza dei cittadini;&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;    * i provvedimenti  contenuti nel decreto rispondono essenzialmente  alla logica di nascondere il  venir meno alle promesse elettorali del Centro destra,  il fallimento e l’inerzia  del governo  di fronte alle difficoltà ed alla crisi economica e sociale che sta colpendo milioni di cittadini , lavoratori e famiglie,&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;    * per coprire  tali  incapacità  e  cavalcare un facile consenso,  la Destra e la Lega hanno deciso di  impugnare la lotta all’immigrazione e  radicalizzare  il senso di insicurezza,   incuranti degli effetti negativi  che vengono prodotti con l’introduzione di norme quali  l’istituzione delle  cosi dette  “ronde”  ed il   reato di clandestinità; &#60;/p&#62;
&#60;p&#62;CONDIVISO&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;    *   quanto espresso dal Presidente della Camera, che “Ripugna la coscienza non considerare che chi arriva in Italia, regolare o no, è prima di tutto una persona&#38;quot; e se si parte questo  presupposto   serve una linea &#38;quot;fermissima contro leggi discriminatorie e vagamente razziste&#38;quot;.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;EVIDENZIATO CHE&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;    * il reato di clandestinità ,   oltre ad essere fuori da ogni logica giuridica , in quanto punisce uno status e non una condotta ,  otterrà il risultato  di colpire gli immigrati onesti,  accrescere la pericolosità sociale di persone che saranno allontanate dalla possibilità di  inserirsi nel tessuto sociale e civile, andando ad affollare  l’esercito degli invisibili e di coloro che non hanno nulla da perdere;&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;    * il reato di immigrazione clandestina nel trasformare in reato penale una irregolarità amministrativa , quale la presenza senza documenti sul territorio nazionale, sottopone il sistema   giudiziario  ad un impegno straordinario per catturare e portare a giudizio persone, colpevoli soltanto di essere scappati dalla loro condizione , a prescindere dalla pericolosità del loro comportamento.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;RILEVATO CHE&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;    * le norme contenute nel decreto legge possono comportare la denuncia da parte dei medici degli immigrati irregolari che si rivolgono alle strutture sanitarie , che questo contravviene i principi costituzionali di tutela della persona umana a prescindere da sesso , razza , religione , condizione sociale e dei più elementari principi deontologici di assistenza e cura a cui tutti i medici sono tenuti.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;    * Tali norme sono  offensive del diritto alla salute di tutte le persone bisognose di cura e che saranno portate ad evitare ogni contatto con le strutture sanitarie per paura  di essere denunciate , recando grave danno alla salute pubblica , in relazione alle aumentate possibilità di diffusione infettive , proprio dovute alla non corretta profilassi di persone costrette a nascondere il loro stato di salute.  &#60;/p&#62;
&#60;p&#62;    * la normativa influisce negativamente anche nelle condizioni dell’infanzia perché  prevede l’obbligo per il cittadino straniero di esibire il permesso di soggiorno in sede di provvedimenti che riguardano gli atti di stato civile e fra questi anche quelli di nascita e di iscrizione alla scuola,  questo in aperta violazione  della Convenzione dell’ONU sui diritti dell’Infanzia  e della legge 881 sui diritti civili e politici,&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;    * anche il permesso di soggiorno  transitorio di 6 mesi concesso per i genitori del nascituro  non è altro che la palese dimostrazione  che si  vuole utilizzare la maternità per colpire gli immigrati e negare   alla radice il diritto a riconoscere i propri figli alla nascita;&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;EVIDENZIATO CHE&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;    * viene  reintrodotto per decreto una misura che il parlamento  aveva bocciato , quale l’allungamento fino a sei mesi dei tempi di trattenimento degli immigrati irregolari nei centri  di identificazione ed espulsione e  si inserisce un odioso balzello con la previsione di una tassa di soggiorno da 80 a 200 euro da pagarsi in occasione del rinnovo del permesso di soggiorno&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;    * l’introduzione del reato di clandestinità , non appare essere neanche una misura preventiva e scoraggiante l’immigrazione clandestina, considerato che i tentativi di raggiungere il nostro paese continuano come prima , determinando semmai un maggiore imbarbarimento dei comportamenti, come avvenuto nelle scorse settimane in cui sono stati lasciati morire più di 70 persone  senza che nessuno facesse nulla , in un tratto di mare tra i  più sorvegliati  e trafficati del mondo. &#60;/p&#62;
&#60;p&#62;RITENUTO CHE&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;    * l’istituzione delle ronde costituisce una violazione  del principio che la sicurezza debba essere assicurata dallo stato e dai suoi corpi e che tale misura apre nella sostanza ad una privatizzazione della tutela dell’ordine pubblico;&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;    * l’inutile demagogia delle ronde è in totale contraddizione con  l’operato del governo riguardo  la sicurezza , visto  che  in questo anno ha tagliato di 3,5 miliardi di euro al comparto sicurezza, lasciando perfino ,   le volanti senza benzina, talvolta  nell’impossibilità di essere riparate in caso di guasto, e addirittura  limitato  il lavoro degli operatori per mancanza di soldi per pagare gli straordinari, come hanno espressamente denunciato i rappresentanti delle forze dell’ordine,     &#60;/p&#62;
&#60;p&#62;CONSIDERATO CHE&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;    * la Regione Toscana ha approvato  legge n. 29/2009  sull’immigrazione che  trae origine non solo dal nuovo contesto normativo nazionale , ma soprattutto dai cambiamenti radicali  che caratterizzano la presenza degli stranieri nel nostro territorio;&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;    * la legge regionale interviene sugli aspetti sociali  di competenza regionale, relativamente alla  presenza di immigrati , intervenendo nelle politiche dell’accoglienza , dell’integrazione , delle forme di primo soccorso e tutela della salute pubblica , senza intaccare le condizioni giuridiche dell’immigrato , né sulla regolamentazione dei flussi che sono di competenza statale;&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;    * la legge regionale sull’immigrazione definisce una cornice normativa  che tende a coordinare politiche ed interventi  che riguardano settori , quali il lavoro , l’istruzione, il sistema dei servizi socio-sanitari , cercando di migliorare le condizioni di una positiva convivenza delle persone di diverse culture e provenienza;&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;TUTTO CIÒ PREMESSO ,  il CONSIGLIO PROVINCIALE   &#60;/p&#62;
&#60;p&#62;ESPRIME&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;    * la contrarietà ad un uso propagandistico  della legiferazione d’urgenza e  il ricorso al voto di fiducia che impediscono su temi così delicati e complessi un libero dibattito e un pieno esercizio della democrazia;&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;    * la preoccupazione perché  con l’intento di rassicurare l’opinione pubblica , provvedimento dopo provvedimento si smonta il sistema delle garanzie costituzionali, l’insieme dei valori solidaristici e  civili che hanno fatto dell’Italia uno dei paese più progrediti del mondo;&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;    * il timore di  serio rischio che si alimentino derive  autoritarie e xenofobe, come dimostrano l’estendersi di ripetuti atti  di intolleranza  e violenza avvenuti in questi mesi.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;RIBADISCE&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;    * la propria contrarietà alla tendenza di privatizzare la sicurezza pubblica , attraverso  l’istituzione e l’utilizzo di forme autorganizzate     di cittadini che  girano per le strade  delle nostre città al fine di garantire la sicurezza;&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;    * la convinzione che una maggiore  sicurezza si può raggiungere contrastando  l’illegalità e la violenza  non solo sul versante repressivo e con le sole forze dell’ordine o addirittura con una sorta di autodifesa dei cittadini, ma attraverso la prevenzione e la promozione di politiche di inclusione sociale  nel il rispetto delle regole,  dei doveri e dei diritti, con la certezza della pena , con una vera lotta selettiva alla criminalità e alle organizzazioni malavitose e mafiose ;&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;RITIENE&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;    * i  Centri di Identificazione ed Espulsione  strutture ove viene mortificato il diritto e la dignità di persone colpevoli solo un’infrazione amministrativa , quale il mancato possesso del permesso  di soggiorno , questo in contrasto con i diritti fondamentali dell’uomo riconosciuti dalle convenzioni internazionali  e con la tradizione di accoglienza e solidarietà della nostra regione; &#60;/p&#62;
&#60;p&#62;ESPRIME&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;    * La convinta opposizione alla eventuale costruzione di Centri di Identificazione ed Espulsione nel territorio della Toscana;&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;IL CONSIGLIO PROVINCIALE , INOLTRE&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;CONSIDERA&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;    * la legge regionale n.29/2009 recante norme per l’accoglienza , l’integrazione  e la tutela dei cittadini stranieri nella regione Toscana uno strumento legislativo importante nell’avanzamento del grado di civiltà giuridica e di progresso sociale e democratico della nostra terra;&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;DEFINISCE &#60;/p&#62;
&#60;p&#62;    * la  Legge regionale sull’immigrazione   l’espressione di  un positivo percorso politico e normativo  che mira  al rafforzamento della realtà toscana come comunità plurale  e coesa  che guarda al fenomeno migratorio come un fattore di arricchimento , crescita sociale ed economica&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;VALUTA&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;    * importanti i principi contenuti nella legge che puntano a governare i processi migratori secondo valori di solidarietà, uguaglianza e rispetto reciproco, realizzando azioni e interventi  volti a  costruire coesione tra le diverse identità che vivono nel nostro territorio, assicurando una parità in merito  dei  diritti sociali e civili, delle opportunità di  integrazione culturale , di lavoro  e di miglioramento della qualità della propria vita e di tutta la collettività,  in un contesto di  piena cittadinanza in grado di creare una solida  e consapevole appartenenza alla comunità stessa;&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;RITIENE , INFINE&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;    * fondamentale , in questo senso,  una reale cooperazione tra i livelli istituzionali,   soggetti pubblici e privati  del mondo del volontariato , del terzo settore del complesso sistema associativo,   nella convinzione che si produce maggiore sicurezza quanto più funzionano  politiche sociali  e le istituzioni riescono ad incontrare e coinvolgere le persone.
&#60;/p&#62;</description>
		</item>
		<item>
			<title>SinistraSiena su "Mozione sulle politiche nazionali nella scuola"</title>
			<link>http://www.sinistrasiena.net/forum/topic.php?id=21#post-22</link>
			<pubDate>Mer, 16 Set 2009 09:47:13 +0000</pubDate>
			<dc:creator>SinistraSiena</dc:creator>
			<guid isPermaLink="false">22@http://www.sinistrasiena.net/forum/</guid>
			<description>&#60;p&#62;CONSIGLIO PROVINCIALE di SIENA &#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Mozione sulle politiche nazionali nella scuola &#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Premesso:  &#60;/p&#62;
&#60;p&#62;che l’istruzione  rappresenta un diritto fondamentale di ognuno e un valore primario per l’identità del paese, in quanto  permette  la crescita delle persone  e la diffusione di cultura e conoscenza, fattori essenziali per affermare la democrazia e la giustizia sociale e per lo sviluppo del Paese. &#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Preso atto:&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;    * - che i provvedimenti sulla scuola assunti dal Governo prevedono per il prossimo anno scolastico una riduzione dell’organico del personale docente e non docente (Amministrativo Tecnico Ausiliario) e che tali tagli comporteranno una riduzione dell’estensione e della qualità del servizio;&#60;br /&#62;
    * che sempre secondo tali provvedimenti nella scuola primaria sono eliminate le compresenze degli insegnanti, utilizzando questi ultimi in altre classi e togliendo spazio al lavoro individualizzato e per piccoli gruppi di alunni;&#60;br /&#62;
    * che sempre secondo tali provvedimenti la condizione di precarietà di molti lavoratori e lavoratrici nel mondo della scuola, di per sé già grave, si complica ulteriormente degenerando in situazioni critiche che si declinano in una condizione di precarietà protratte fino ad età insostenibili per i lavoratori stessi;&#60;br /&#62;
    * che nella Scuola secondaria di primo grado si prevedono cattedre di lettere frammentate, di difficile combinazione ra le diverse classi e senza possibilità d’intervento per il recupero degli alunni e per la sostituzione di colleghi assenti;&#60;br /&#62;
    * che l’intenzione del Governo (poi bloccata e rinviata grazie alla Sentenza della Corte Costituzionale) tesa all’eliminazione delle scuole piccole, nell’ottica di una miope riduzione dei costi, rimane presente nelle linee d’azione del Ministero dell’Istruzione.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Tenuto conto:&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;- della gravissima situazione finanziaria in cui versa il comparto della scuola, dove non vi sono certezze sui saldi attesi dal Ministero per gli anni finanziari precedenti, mentre le recenti determinazioni ministeriali hanno diminuito in modo consistente il fondo per il pagamento delle supplenze brevi e saltuarie ed in generale per il funzionamento delle scuole;&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;- che in conseguenza di tale situazione le famiglie potranno essere chiamate a contribuire alla spesa scolastica, oppure potranno esserci interruzioni nel pagamento dei supplenti o anche nel conferimento stesso delle supplenze, con il rischio concreto di non poter assicurare la normale attività didattica;&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;- dei vari ricorsi al Tar, alla Corte Costituzionale e alla Corte dei Conti, dalle cui sentenze è risultato chiaro che il Governo ha tagliato gli organici, stravolto l'assetto organizzativo e didattico della scuola primaria in palese violazione delle leggi attualmente vigenti, è sconfinato in aree di competenza delle Regioni come nel caso del dimensionamento scolastico;&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;- che anche le piccole scuole, in un territorio frammentato geograficamente come il nostro, rappresentano un’occasione irrinunciabile di pari opportunità nell’accesso al sapere, di agevolazione alle famiglie e di valorizzazione delle comunità locali, nelle tante frazioni della nostra Provincia. &#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Rilevato&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;- che in tutto il paese e anche nella nostra Provincia cresce  la domanda di tempi scolastici prolungati, come dimostra la richiesta prevalente dei genitori di iscrivere i figli alla scuola primaria optando per le 30 o le 40 ore;&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;- che aumenta in ambito provinciale il numero degli iscritti all’anno scolastico 2009-2010, confermando la tendenza alla crescita costante già rilevata nell’ultimo quinquennio;&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;- che si consolida la presenza di alunni con maggiori bisogni educativi (disabili, stranieri, ecc..) che richiedono particolari modalità di gestione della didattica, in modo da garantire una completa integrazione; &#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Considerato&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;- che nel sistema scolastico sono stati fatti investimenti significativi grazie anche all’intervento degli Enti locali nell’edilizia scolastica e a favore della qualificazione del sistema,&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;- che il livello di benessere sociale ed economico è profondamente correlato alla qualità  del sistema scolastico e formativo e che, pertanto, è utile non indebolire il sistema, soprattutto nella fase attuale, nel pieno di una crisi economica senza precedenti, difendendo i diritti di cittadinanza e preparando un futuro sicuro ai giovani; &#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Tutto ciò premesso &#60;/p&#62;
&#60;p&#62;il Consiglio provinciale di Siena &#60;/p&#62;
&#60;p&#62;   1. Esprime forte preoccupazione per la situazione che si determinerà nelle scuole nel prossimo anno scolastico.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;   2. Riconferma la convinzione che le modifiche introdotte nel settore scolastico non siano fondate su approfondite riflessioni sul modello educativo e pedagogico, ma solo sulla necessità del contenimento dei costi.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;   3. Esprime il proprio impegno presso le sedi competenti nella difesa delle scuole della nostra Provincia, degli/delle insegnanti, degli/delle lavoratori/lavoratrici.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;   4. Invita il Governo a:&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;- riconsiderare le attuali politiche scolastiche, che comportano inevitabilmente una riduzione di efficacia e qualità del sistema scolastico;&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;-  avviare un percorso condiviso per una riforma vera e propria del sistema scolastico italiano, partendo dai contenuti e dai principi educativi e non dai tagli;&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;- garantire risorse adeguate alle autonomie scolastiche per consentire il normale funzionamento degli istituti, procedendo alla risoluzione delle situazioni pregresse;&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;- individuare soluzioni adeguate rispetto al personale ATA, la cui drammatica riduzione mette a rischio il normale funzionamento delle scuole;&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;- trovare soluzioni certe alla condizione di precarietà di una parte importante del personale della scuola che sarà espulsa dal lavoro, in conseguenza dei tagli operati. &#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Siena, 31 Agosto 2009
&#60;/p&#62;</description>
		</item>
		<item>
			<title>alessandro.cannamela su "Link all'autoriforma della Sapienza"</title>
			<link>http://www.sinistrasiena.net/forum/topic.php?id=17#post-18</link>
			<pubDate>Gio, 19 Feb 2009 21:18:02 +0000</pubDate>
			<dc:creator>alessandro.cannamela</dc:creator>
			<guid isPermaLink="false">18@http://www.sinistrasiena.net/forum/</guid>
			<description>&#60;p&#62;&#60;a href=&#34;http://www.uniriot.org/index.php?option=com_content&#38;amp;task=blogcategory&#38;amp;id=38&#38;amp;Itemid=130&#34; rel=&#34;nofollow&#34;&#62;http://www.uniriot.org/index.php?option=com_content&#38;amp;task=blogcategory&#38;amp;id=38&#38;amp;Itemid=130&#60;/a&#62;
&#60;/p&#62;</description>
		</item>
		<item>
			<title>roberto.renai su "l'ambiente al tempo della crisi"</title>
			<link>http://www.sinistrasiena.net/forum/topic.php?id=16#post-17</link>
			<pubDate>Ven, 13 Feb 2009 17:15:33 +0000</pubDate>
			<dc:creator>roberto.renai</dc:creator>
			<guid isPermaLink="false">17@http://www.sinistrasiena.net/forum/</guid>
			<description>&#60;p&#62;L’ambiente al tempo della crisi&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Nel nostro strano paese ogni volta che avviene un evento fuori dall’ordinario, si scatena un effetto nefasto, la vicenda di eluana rappresenta questo tragico epilogo, probabilmente nelle prossime settimane il parlamento destro\padano sull’onda emotiva emanerà l’ennesimo atto di prevaricazione sulle libertà personali,se questo è il destino degli uomini non credo vada meglio per l’ambiente,in questi mesi post immondizia a Napoli abbiamo assistito ad una serie di campagne di opinione, su svariati temi, da parte del governo per conto dei suoi esponenti:il nucleare di quarta generazione,il rinnovo delle sovvenzioni pubbliche in materia di energie assimilate ( i cip 6 su gli inceneritori),il non rispetto del protocollo di kyoto con l’alleanza con i paesi più industrializzati (Bulgaria,Polonia,ecc…),il tentativo di riallocare le risorse messe a diposizione del governo prodi per finanziare l’istallazione  e la produzione di energia da fonti alternative,il tentativo di consegnare ai privati gli ultimi servizi pubblici gestiti in house, potrei dilungarmi ma credo che tutti siamo a conoscenza di quanto sta avvenendo,il paradosso che questo ritorno ad uno sfruttamento insostenibile dell’ambiente, avviene al tempo della crisi strutturale più grave da molti anni a questa parte,le merci prodotte non vengono più consumante,la società si divide in due chi a tutto e non compra per l’effetto distorsivo dei midia “la percezione della crisi”,e la larga maggioranza della popolazione mondiale che dopo decenni di politiche di redistribuzione  del reddito, a favore del profitto, non ha più i soldi per sopravvivere.&#60;br /&#62;
La tendenza generale dei paesi industrializzati, che si ritrovano a fare i conti con una crisi data da una speculazione finanziaria senza precedenti, che avvalorava il principio che le famiglie potessero indebitarsi all’infinito, con la complice connivenza dei governi delle grandi democrazie, ha immesso all’interno del sistema bancario un livello di tossicità, che ha portato al fallimento già alcune banche, e bloccato la capacità di erogare credito all’economia reale, quest' orientamento fa prevedere che la competizione per  il ruolo di leadership mondiale sarà esercitato da quei paese che usciranno dalla crisi avendo innovato il  proprio ciclo di produzione con una gamma di beni e servizi innovativi che migliorino le performance ambientali e siano connotati da un forte valore aggiunto tecnologico,possibilmente ad un prezzo accessibile.&#60;br /&#62;
In questa fase le misure attivate dai governi di circa un punto di PIL a parte il nostro paese che per ora si aggirano intorno allo 0,30 % di PIL, tentano di costruire ammortizzatori per tutti quelli che perdono il posto di lavoro e non lo ritroveranno a causa della crisi, questo meritevole tentativo nel breve periodo riuscirà a contenere solo in parte la richiesta diffusa di trasformazione del modello redistributivo a livello mondiale.&#60;br /&#62;
Come diceva un bel film, la Provincia di Siena non è un'isola,infatti anche il nostro territorio è colpito in modo molto pesante dagli avvenimenti internazionali,è il sistema del credito con la difficile situazione della Banca MPS,che per bocca del direttore Vigni esprime interesse per gli aiuti di stato,è colpita in tutti quei comparti che in questi anni mostravano già evidenti segnali di difficoltà per una forte delocalizzazione della produzione a favore di quei paesi con basso costo della manodopera,quelli che producono prodotti su cui il mercato non mostra interesse,quelli che avendo un management poco qualificato o non interessato a produrre sul nostro territorio emigrano pur avendo qui prodotto dei buoni profitti,una piccola e piccolissima imprenditoria che per problemi di credito si vede costretta a pagare lei per la bolla finanziaria.&#60;br /&#62;
Credo che questa premessa ci possa ben avviare allo sviluppo del tema che intendiamo discutere nel prossimo work shop sull’ambiente il 24 febbraio a Siena,se infatti tutti ci sentiamo investiti nel tentativo di superare questa difficile fase, una seria e corretta soggettività politica si interroga su come sarà il futuro post crisi e quali strumenti si possono mettere in essere per riuscire a costruire cose di sui ce ne sia veramente bisogno e come sia in  armonia con le legittime necessità sociali e l’ambiente.&#60;br /&#62;
Roberto Renai
&#60;/p&#62;</description>
		</item>
		<item>
			<title>alessandro.cannamela su "Manifesto per l'Università dell'Onda Senese"</title>
			<link>http://www.sinistrasiena.net/forum/topic.php?id=15#post-16</link>
			<pubDate>Ven, 13 Feb 2009 15:21:17 +0000</pubDate>
			<dc:creator>alessandro.cannamela</dc:creator>
			<guid isPermaLink="false">16@http://www.sinistrasiena.net/forum/</guid>
			<description>&#60;p&#62;Nel corso di questa mobilitazione, ogni giorno, poniamo in essere un modo radicalmente differente di attraversare e vivere le nostre università, di creare saperi, di condividere conoscenze e relazioni, di costruire e ripensare alla radice il concetto di pubblico.&#60;br /&#62;
Riteniamo che perciò l'unica riforma possibile sia quella che abbiamo già iniziato a praticare, come studenti, ricercatori e dottorandi, il sapere vivo che anima i diversi settori della formazione.&#60;br /&#62;
L'autoriforma è per noi l'affermazione concreta di quell'esercizio di libertà collettiva che stiamo conquistando, la pretesa minima di un movimento che già si sta esprimendo in tutta la propria indipendenza e irrapresentabilità.&#60;br /&#62;
Rifiutare di delegare ad altri la decisione sull'università, significa cominciare a definire linee di autonormazione attraverso cui far vivere un nuovo modello della formazione.&#60;br /&#62;
L'autoriforma è il modo per continuare ad agire, come stiamo già facendo, all'altezza e oltre la crisi, per costruire tutti insieme un campo nuovo di possibilità dentro e fuori le università, un modello di società e di sviluppo radicalmente differente rispetto ai canoni del presente.&#60;br /&#62;
La legge 133 prevede una serie di provvedimenti volti a &#38;quot;razionalizzare e ridurre la spesa e il debito pubblico&#38;quot;. Tra i settori che più vengono colpiti da tagli e privatizzazioni ci sono scuole, università e ricerca. Infatti, insieme alla drastica riduzione del personale, si prevede la possibilità per gli atenei di trasformarsi in fondazione di diritto privato, cancellando così il carattere pubblico dell'istruzione come sancito dalla Costituzione.&#60;br /&#62;
Non ci sorprendiamo, sono ormai 15 anni che universita' e ricerca non vengono considerati come settori strategici in cui investire, sia dai governi di centrodestra che di centrosinistra.&#60;br /&#62;
Noi crediamo, invece, che l'uscita dalla crisi del sistema economico globale sarà possibile solo investendo in un modello capace di coniugare maggiori investimenti nelle scuole, nell'università e nella ricerca, pubblica e libera dalla dicotomia stato-mercato.&#60;br /&#62;
Noi la crisi non la paghiamo! Significa in primo luogo la richiesta di abrogazione delle leggi 133 e 137, in quanto strumenti principali di dismissione di scuola ed università.&#60;br /&#62;
Vorremmo provare ad immaginare e tracciare una nuova analisi adeguata alla controffensiva proposta dal Governo proprio in questi ultimi giorni. Le linee guida dell'ultimo decreto Gelmini sull'università, aldilà delle presunte &#38;quot;astuzie&#38;quot; comunicative, ci consegnano il quadro più complessivo del tentativo di riforma: differenziare i finanziamenti per gli atenei, usare la retorica del merito per dequalificare i saperi e costruire gerarchie nel mercato del lavoro, imporre una presunta logica dell'efficienza produttiva per innalzare le rette, rafforzare i numeri chiusi e introdurre i prestiti d'onore, ovvero quel meccanismo del debito che sostanzia i processi di finanziarizzazione del welfare, così come la loro crisi.&#60;br /&#62;
Proprio tale dispositivo (ampiamente dispiegato nella corporate university, ma che già qualifica in nuce la specificità del sistema didattico del 3+2 e dell'ultimo decreto di Mussi) diventa proposta politica ed economica da un lato per privatizzare – ovvero abbandonare alla sua inerziale rovina – l'università, dall'altro far pagare direttamente agli studenti i costi della formazione.&#60;br /&#62;
Di fronte a questo programma, la proposta di copertura delle borse di studio per gli idonei non vincitori, è una magra consolazione, il tentativo di un Governo in profonda crisi di avanzare una mediazione minima, nel tentativo di innalzare una flebile diga per arginare l’onda travolgente del nostro movimento.&#60;br /&#62;
Per questi motivi abbiamo provato ad immaginare una serie di misure che consentano a tutti/e noi di confrontarci con un futuro mai così improbo, precario, indefinito: un futuro che nei fatti ci è stato rubato e che noi intendiamo riprenderci, anzi riscrivere.&#60;br /&#62;
Riscrivere il nostro futuro significa innanzitutto riscrivere la nostra università, e per fare questo è evidentemente necessario partire da alcune analisi di fondo:  l’università del 3+2, ed il sistema del credito ad essa collegata, ha prodotto nei fatti la parcellizzazione dei saperi che i movimenti avevano individuato come problematica fin dal principio, piegando alle esigenze del mercato l’intero universo della formazione superiore.&#60;br /&#62;
Inoltre per ragioni legate alla struttura produttiva stessa del nostro paese, e forse all’incapacità del sistema di modellarsi sul percorso formativo individuato, anche la spendibilità immediata del titolo di studio triennale sul mercato del lavoro è rimasta un’utopia.&#60;br /&#62;
La meritocrazia, la sua applicazione in Italia, rischia nei fatti di creare poli di eccellenza contrapposti al resto delle universitá, a maggior ragione se autoproclamati come nel caso dell’AQUIS.&#60;br /&#62;
Il numero chiuso resta allo stato attuale delle cose un sistema di esclusione dal diritto allo studio, un filtro progressivo di stratificazione sociale.&#60;br /&#62;
La frequenza obbligatoria, unita al sistema universitario per come ridisegnato dalle riforme degli ultimi 20 anni, si è materializzata come un ulteriore strumento di controllo sui tempi di vita e di studio, distruggendo i rimanenti spazi di confronto generazionale ed extra-generazionale.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Riteniamo indispensabile tracciare un’idea di università che parta dalla concessione di una maggiore libertà dei percorsi formativi personali, dalla sperimentazione di percorsi di autoproduzione di saperi e di autoformazione: sperimentazione che non ignori la complessità dell’argomento, ma che sviluppi innanzitutto un dibattito volto a concepire l’università primariamente come fautrice di pensiero critico.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Elaborazione e riflessione a parte meritano i temi del welfare e del diritto allo studio, temi centrali all’interno della crisi economica poiché incidono sul problema della decisione della distribuzione della&#60;br /&#62;
ricchezza sociale.&#60;br /&#62;
Il presente movimento si muove all’interno di una doppia crisi: quella finanziaria e quella dell’università. Quest’ultima in Italia assume caratteristiche peculiari, determinate dallo storico disinvestimento nel sistema dell’istruzione e della ricerca, e dalle strategie di smantellamento operate dai governi, oltreché dalla mala gestione emersa con evidenza nell’università dell’autonomia.&#60;br /&#62;
In questo quadro, i processi di aziendalizzazione dell’università e i tagli dei finanziamenti alla ricerca e alla formazione si accompagnano all’aumento delle spese di guerra, ai fondi statali regalati alle imprese private, al piano salva-banche elaborato dal governo in questi giorni che concederà 16,7 miliardi di euro alle stesse. La retorica degli sprechi e del contenimento del debito pubblico, abbondantemente utilizzata dal Governo nel tentativo di giustificare i tagli mortali contenuti nella legge 133, rivela qui infatti la sua natura puramente ideologica.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;La parola d’ordine “noi la crisi non la paghiamo” indica quindi non una semplice istanza espressa da un particolare soggetto sociale, ma la sua capacità di parlare il linguaggio dell’intera composizione del lavoro e del precariato contemporaneo, proprio in virtù della centralità di studenti e saperi nelle forme attuali della produzione.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Pertanto parlare di welfare cognitivo significa parlare di diritto allo studio, ma anche di welfare sociale, di forme di reddito diretto ed indiretto da erogare a soggetti labili e/o in formazione: soggetti funzionali ed indispensabili al sistema, quanto facili da ricattare e soggiogare, soggetti in cerca disperata di futuro ed appesi all’ineluttabilità del percorso presente.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Abbiamo già detto che a nostro avviso l’attacco al diritto allo studio non assume più solo i tratti classici dell’esclusione, ma anche quelli dei nuovi processi di selezione e inclusione differenziale direttamente interni al sistema universitario. Laddove i diritti sociali non sono garantiti dal welfare pubblico, l’indebitamento rappresenta una costrizione per continuare a soddisfare bisogni collettivi, quali ad esempio la formazione e l’accesso ai saperi. Nonostante l’irrisorio e propagandistico stanziamento di fondi per le borse di studio, strettamente regolato dal sistema “meritocratico”, il progetto complessivo di trasformazione dell’università va nella direzione di un aumento delle tasse d’iscrizione.&#60;br /&#62;
In questo contesto, se il diritto allo studio è certamente garantito dalla Costituzione, esso è di fatto non solo disatteso nella pratica, bensì nel nuovo contesto produttivo assume nuove caratteristiche. Infatti, un numero crescente di persone entra nel sistema dell’istruzione superiore nella misura in cui sono costrette a indebitarsi e si dequalificano i saperi a cui hanno accesso.&#60;br /&#62;
Di pari passo, il diritto allo studio si riconfigura come battaglia sulla qualità dei servizi e riqualificazione e autogestione dei saperi. Allora, prendendo anche atto del fallimento delle agenzie per il diritto allo studio, la lotta contro l’aumento delle tasse e la liberalizzazione dell’accesso, si deve accompagnare a una battaglia sulla qualità dei servizi, contro i numeri chiusi, per il non ripagamento dei prestiti d’onore (ovvero il sistema italiano del debito, ancora non pienamente affermato ma in via di tendenziale espansione). Una battaglia, quindi, contro qualsiasi tentativo di scaricare su studenti e precari i costi della crisi finanziaria e dell’università.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Un ulteriore avanzamento d’analisi ci impone di occuparci della ricerca, non avendo l’ambizione di esaurire in questo appello la discussione, ma gettando alcune basi di discussione. A nostro avviso è importante tutelare il principio per il quale la ricerca è libera: non deve essere, cioè, subordinata a logiche di mercato.&#60;br /&#62;
Le risorse e le strutture pubbliche dalle quali essa dipende, pertanto, non possono essere messe al servizio di interessi privati.&#60;br /&#62;
Il sapere è un bene pubblico, una produzione collettiva e per questa ragione non appropriabile: i suoi risultati devono essere socializzati, ossia posti al servizio dell'intera società.&#60;br /&#62;
Per questo riteniamo essenziale lo sviluppo di forme non commerciali della loro tutela (GPL/Creative Commons) in contrapposizione al brevetto nonché il sostegno all'editoria scientifica open source ed una stretta sinergia tra ricerca e didattica.&#60;br /&#62;
Siamo però consapevoli che l'emergenza attuale ha tra le sue cause principali il cronico sottofinanziamento delle attività di ricerca, che deve essere portato almeno ai livelli indicati dal Trattato di Lisbona (3% del Pil contro l'attuale 1%). Poiché una ricerca libera non può esistere senza ricercatori autonomi e indipendenti da ogni condizionamento, infine, la democratizzazione dell'accesso ai fondi e la sua apertura ai ricercatori non strutturati e ai dottorandi è per noi condizione irrinunciabile.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;L'autonomia della ricerca e la qualità dell'università pubblica non possono essere disgiunte dalla realizzazione di un nuovo concetto di valutazione. Tale concetto, più complesso della combinazione di indici presuntamente quantitativi, non deve essere legato al contenimento del bilancio, alla produzione di brevetti o al semplice numero delle pubblicazioni. Pensiamo che la valutazione debba essere intesa anche come rendicontazione sociale delle attività degli atenei e del sistema nel suo complesso, che non possa prescindere dai contesti territoriali in cui le università sono inserite. Contemporaneamente, ribadiamo che anche docenti, ricercatori e dottorandi dovrebbero essere coinvolti nei processi di valutazione (al contrario di ciò che mette in campo la legge 180 elaborata dal Governo, che limita ai soli ordinari i nuclei di valutazione).&#60;br /&#62;
Gli esiti della valutazione della didattica e della ricerca dovrebbero condizionare la distribuzione di parte dei finanziamenti sia alle  strutture (atenei, enti, istituti, dipartimenti,..) che ai singoli docenti e ricercatori.&#60;br /&#62;
Analisi a parte merita il dottorato di ricerca: esso  è il più alto grado dell'istruzione italiana e contemporaneamente l'introduzione all'attività di ricerca: vanno dunque garantiti adeguati percorsi didattici e il diritto all'autonomia economica.&#60;br /&#62;
Questo significa in particolare l'immediata soppressione dei dottorati senza borsa e delle tasse di iscrizione, e il riconoscimento dei loro diritti per mezzo di uno statuto nazionale a loro dedicato.&#60;br /&#62;
Per quanto riguarda la spinosa questione del reclutamento, ribadiamo la nostra ferma opposizione al blocco del turnover. Ma questo non ci basta, dopo anni di blocco dell'accesso ai giovani che ha esasperato la precarietà e incentivato la fuga dei cervelli. Chiediamo l'istituzione di un contratto unico di lavoro subordinato una volta terminato il dottorato, di durata non inferiore ai due anni: esso deve sostituire l'attuale jungla di “contratti” precari. Tali misure non avrebbero tuttavia alcun senso senza un consistente reclutamento straordinario via concorso, che deve essere seguito da un reclutamento ordinario via concorso costante nel tempo. Per quanto concerne l'inquadramento della docenza, chiediamo l'istituzione di un ruolo unico e l'incompatibilità della libera docenza con contratti di diritto privato.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Come studenti/esse, ricercatori/rici precari/ie riteniamo che la grave crisi economica che sta vivendo l’Università di Siena sia dovuta ad una combinazione di fattori in parte già elencata sopra: senz’altro sono pesanti le ricadute di un definanziamento progressivo che ha riguardato tutte le università italiane, ma eguale gravità la presenta la mala gestione del nostro ateneo nel contesto dell’autonomia, le spese incontrollate dei baronati, la proliferazione di corsi di studio (dovuta in gran parte al disegno del 3+2), l’eccessivo ricorso ad assunzioni a tempo determinato.&#60;br /&#62;
L’università di Siena è stata spesso, forse sempre, negli ultimi venti anni il terreno di sperimentazione delle riforme governative: in questo contesto si sono realizzate storture che a nostro avviso hanno determinato anche questa crisi dai contorni indefiniti.&#60;br /&#62;
Riteniamo che il tentativo messo in atto attraverso il piano di risanamento 2009-2012, approvato dagli organi della nostra università, vada nella stessa direzione.&#60;br /&#62;
Pur considerando necessario il tentativo di porre soluzione alla gravissima crisi finanziaria che coinvolge l’Ateneo, rileviamo che sono proprio i soggetti labili ad essere maggiormente colpiti, attraverso il taglio dei fondi per il reclutamento di nuovi ricercatori, degli assegni di ricerca, delle borse di dottorato, dei fondi per la copertura di docenze a contratto dei non-strutturati, dei posti di lavoro per i dipendenti delle cooperative di sorveglianza e custodia e la mancata presa di servizio del personale in attesa di chiamata.&#60;br /&#62;
Il Piano trova (?) soluzione alla crisi economica dell’Ateneo colpendo in modo inaccettabile e moralmente vergognoso chi questa crisi non l’ha generata. Questo provvedimento produrrà, inoltre, un danno enorme a noi studenti e studentesse che al bilancio di questo ateneo contribuiamo finanziariamente con le tasse di iscrizione. Oltre ad una drastica riduzione dell’offerta formativa, ci verrà a mancare il confronto con i docenti e ricercatori giovani e precari che rappresentano il primo anello di congiunzione tra la ricerca del sapere e la sua trasmissione. Infine, le conseguenze di questo Piano di risanamento avranno anche fortissime ricadute sul tessuto produttivo ed economico della città di Siena e del suo territorio, poiché i giovani ricercatori e docenti precari sono portatori di competenze, capacità di innovazione e ideazione fondamentali che andranno perdute o, nel migliore dei casi, esportate altrove.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;In sostanza, invece di ripensare e riqualificare la spesa dell’ateneo, il piano si propone di abbattere  drasticamente l’investimento sulla ricerca, taglia sul personale senza  alcuna valutazione dei costi sociali di questa operazione, tentando, in sostanza, il risanamento del buco a spese dei soggetti più deboli e meno tutelati; il blocco del turnover, ancora più radicale di quello prospettato dalla legge 133, impedisce il ricambio generazionale e priva di qualsiasi prospettiva quell’esercito di precari su cui si è retto il sistema universitario negli ultimi anni.&#60;br /&#62;
Per questi motivi riteniamo inaccettabile il piano di risanamento elaborato, così come riterremmo inaccettabile la nomina di un direttore amministrativo di chiara espressione del Governo Berlusconi: il governo della 133 non invierebbe altro che un emissario, un commissario mascherato liquidatore, nella migliore delle ipotesi nel tentativo di applicare la logica falcidiatrice che regge il provvedimento finanziario, nella peggiore nel tentativo di trasformare la nostra università in una fondazione di diritto privato.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Vorremmo evitare che la situazione debitoria della nostra università, le condizioni economiche in cui essa versa, fosse addotta come giustificazione per una soluzione modello Alitalia della crisi: vorremmo anzi provare, all’interno e con le difficoltà di questa, ad immaginarci un’università differente.&#60;br /&#62;
A nostro avviso dovrebbe innanzitutto essere rivisto il rapporto con il territorio, sfuggendo alle logiche opposte, ma ugualmente pericolose, dell’autonomia tout court e del legame industriale.&#60;br /&#62;
Riteniamo che il nostro ateneo sia una risorsa imprescindibile del territorio senese (e non solo), in quanto motore di produzione di saperi, canale di valorizzazione delle risorse; dovrebbero essere intraprese strade per fare sì che questo legame sia ancora più compiuto, tutelando contemporaneamente la libertà e l’autonomia della ricerca.&#60;br /&#62;
Per fare questo dobbiamo ripartire da un’idea di sviluppo del territorio radicalmente differente e da una matrice di pensiero per cui la ricerca di base non è soggiogata (meno importante, minoritaria) rispetto a quella applicata: dobbiamo creare un meccanismo che renda il dinamismo celebrale dell’università effettivo e disponibile a tutta la cittadinanza e contemporaneamente respinga ogni idea di finanziamento vincolato all’interesse dell’azienda di riferimento.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;L’impresa che abbiamo dinanzi non è semplice, perché rimette evidentemente in discussione l’autonomia universitaria per come finora concepita e contemporaneamente veicola un’idea di ricerca che raramente è stata colta dal tessuto sociale, politico e produttivo italiano: è però in questo senso che Siena dovrebbe davvero tornare ad essere modello: Siena come modello di riferimento per uno sviluppo comune al territorio che sfugga la logica del localismo e del vincolo diretto.&#60;br /&#62;
L’Università di Siena, però, dovrebbe essere anche, e soprattutto, modello di riferimento per quanto concerne il piano di risanamento: in esso è fondamentale la presenza di un segnale politico che rifugga la dinamica dell’aggravarsi sulle spalle dei soggetti a margine della crisi economica.&#60;br /&#62;
Riteniamo fondamentale che si avvii un ragionamento volto a tutelare un’idea di università che parte dal principio della comunità accademica: in essa ciascuno è elemento fondante ed evidentemente in discussione, fondamentale, ma contemporaneamente investito di responsabilità nei confronti del collettivo.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Non soltanto è indispensabile che i tagli vengano effettuati in ragione di criteri precisi, ma pensiamo che sia utile tracciare brevemente una linea di principio, provando ad immaginarci comunemente soluzioni che consentano di realizzare l’obiettivo comune del salvataggio del nostro ateneo, ricercando un’uscita che non sia a danno esclusivo dei soggetti deboli e/o precari.&#60;br /&#62;
E’ impensabile a nostro avviso che la crisi non ricada sui soggetti tutelati, che anzi si vedono corrisposti incentivi per compiere un atto di responsabilità e buon senso, necessario alla salvezza del nostro ateneo.&#60;br /&#62;
Ci immaginiamo un patto etico, perciò, che vincoli i docenti e i ricercatori al nostro ateneo, accanto ad una serie di disincentivi (pensiamo ad esempio ad un aumento del carico di lavoro) che inducano al pensionamento a 65 anni, misure che costringano un versamento di contributo all’ateneo maggiore per convenzioni e master (il 10% proposto non è uno sforzo incredibile).&#60;br /&#62;
Pensiamo anche che sarebbe interessante, nell’ambito di un rinnovato rapporto con il territorio, che si creassero forme di cooperazione per cui i docenti in pensione abbiano la possibilità di sviluppare progetti utili all’intera comunità locale.&#60;br /&#62;
Il patto etico dovrebbe anche contemplare a nostro avviso una forma di autotassazione volontaria atta a sostenere i/le precari/ie che da anni contribuiscono al buon lavoro della nostra università e che in questa fase rischiano di divenire i capri espiatori di una crisi che non hanno contribuito a generare.&#60;br /&#62;
Su questa base e con organismi rinnovati siamo disposti a contribuire al progetto della costruzione di un’università futura: un’università che si autoregoli, che dia avvio ad un processo di autoriforma etica e di ridisegno comune della governante.&#60;br /&#62;
Pensiamo che sarebbe utile istituire una costituente elettiva, comprensiva di tutte le figure labili e non del nostro ateneo, che provi a proporre una modifica sostanziale dello statuto d’ateneo, andando ad incidere sul funzionamento effettivo degli organi e ribadendo la centralità del ruolo del carattere pubblico della formazione e della conoscenza.&#60;br /&#62;
Siena si deve proporre come modello alternativo alla legge 133 ed alla sua idea di università, un’idea baronale e liquidatoria.&#60;br /&#62;
In questo senso vorremmo provare ad immaginarci un’università del futuro con una governante differente, con un consiglio di amministrazione maggiormente vincolato a compiti amministrativi e più responsabile (e competente) degli atti che compie e contemporaneamente un allargamento dell’organo politico per eccellenza (il senato accademico) alle componenti labili e precarie, il diritto di voto alla componente studentesca, una rappresentanza effettiva dei docenti sulla base di una nomina vincolante.&#60;br /&#62;
Anche la rappresentanza di noi studenti e studentesse necessita di un’autoriforma: dovremmo provare a rendere effettivo il funzionamento di una democrazia maggiore nell’elezione dei/lle nostri/e rappresentanti negli organi collegiali: il quorum attuale è evidentemente un ostacolo da superare attraverso forme che incidano sul meccanismo elettorale, sburocratizzandolo e rendendolo più prossimo agli/lle studenti/esse tutt*.&#60;br /&#62;
Abbiamo provato in questo manifesto a delineare un’idea alta/altra dell’università, partendo da un piano nazionale, evidentemente inserito in una dinamica produttiva globale, ed arrivando alla situazione senese, provando ad affrontare le tematiche nella peculiare complessità di ciascuna, senza glissare sulle difficoltà né sulle contraddizioni.&#60;br /&#62;
Questo momento storico però, l’attacco deliberato che il sistema formativo pubblico sta subendo, la drammatica crisi contingente dell’Università di Siena, impone scelte coraggiose che imputano a ciascuno la propria responsabilità.&#60;br /&#62;
Per questo vorremmo far divenire questo manifesto, rivolti a tutta la cittadinanza, un appello, aperto a contributi e critiche, modifiche e adesioni, parziali o complete.&#60;br /&#62;
Vorremmo che divenisse un piano di lavoro comune per tutt* coloro che ritengono l’Università (scevra da storture, baronati, interessi privatistici) un bene comune, una risorsa da non svendere e da non demolire, un patrimonio da difendere.&#60;br /&#62;
Vorremmo che l’Università assumesse in questo contesto la duplice accezione del sistema da riformare e delle persone che lo vivono.&#60;br /&#62;
Vorremmo che l’Onda travolgesse la vecchia università e contribuisse a scriverne una nuova, diversa, migliore: sulle macerie dell’università in crisi solo la nostra mareggiata può essere in grado di spazzare via i detriti e far emergere le costruzioni solide.&#60;br /&#62;
Invitiamo tutt* coloro che sono interessati a surfare, ben sapendo che lo faremo in mare aperto e senza protezioni, a sottoscrivere questo appello nella modalità che preferiranno.&#60;br /&#62;
Riteniamo che l’unico appiglio al naufragio dell’università della crisi possa essere trovato comunemente: per tutti gli altri porti, per gli attracchi riservati, esclusivi e con prenotazione, promettiamo che l’onda diverrà tsunami.
&#60;/p&#62;</description>
		</item>
		<item>
			<title>alessandro.cannamela su "10 politico"</title>
			<link>http://www.sinistrasiena.net/forum/topic.php?id=14#post-15</link>
			<pubDate>Gio, 12 Feb 2009 19:32:39 +0000</pubDate>
			<dc:creator>alessandro.cannamela</dc:creator>
			<guid isPermaLink="false">15@http://www.sinistrasiena.net/forum/</guid>
			<description>&#60;p&#62;&#60;a href=&#34;http://ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com/bologna/2009/02/12/151266-longhena_annulla_politico.shtml&#34; rel=&#34;nofollow&#34;&#62;http://ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com/bologna/2009/02/12/151266-longhena_annulla_politico.shtml&#60;/a&#62;
&#60;/p&#62;</description>
		</item>
		<item>
			<title>ciocci su "Lavorare al tempo della rete."</title>
			<link>http://www.sinistrasiena.net/forum/topic.php?id=13#post-14</link>
			<pubDate>Mer, 11 Feb 2009 14:46:37 +0000</pubDate>
			<dc:creator>ciocci</dc:creator>
			<guid isPermaLink="false">14@http://www.sinistrasiena.net/forum/</guid>
			<description>&#60;p&#62;Volevo segnalre due iniziative che stanno prendendo piede in questi giorni sulla rete, che vogliono indagare nuovi modi di organizzarsi e nuove possibilità.&#60;br /&#62;
La prima è il sito &#60;a href=&#34;http://workingpot.org&#34; rel=&#34;nofollow&#34;&#62;http://workingpot.org&#60;/a&#62; che sta nascendo in queste ore, autorganizzazione dal basso da parte dei lavoratori della rete, autonomi e non, per mettere in condivisione esperienze, contatti e problemi per creare sinergie positive e per contrastare la crisi dei modelli organizzativi tutti, politici e sindacali.&#60;br /&#62;
L'altra sempre legata allo stesso tema, si svolgerà a parma il 21 e 22 marzo ed è questa qua: &#60;a href=&#34;http://barcamp.org/parmaworkcamp&#34; rel=&#34;nofollow&#34;&#62;http://barcamp.org/parmaworkcamp&#60;/a&#62; una non-conferenza sulla tematica del lavoro.
&#60;/p&#62;</description>
		</item>
		<item>
			<title>orlando su "CRISI E PRECARIETA'"</title>
			<link>http://www.sinistrasiena.net/forum/topic.php?id=12#post-13</link>
			<pubDate>Mar, 10 Feb 2009 12:38:20 +0000</pubDate>
			<dc:creator>orlando</dc:creator>
			<guid isPermaLink="false">13@http://www.sinistrasiena.net/forum/</guid>
			<description>&#60;p&#62;La condizione  di precarietà getta un'intera generazione in uno stato di forte  malessere sociale. La situazione è aggravata dalla crisi mondiale che verosimilmente colpirà proprio la parte più debole del mondo del lavoro:  dai cococò ai cocopro; dagli apprendisti ai collaboratori; dal lavoro interinale a quello in somministrazione. I numeri complessivi sui precari in transito verso la disoccupazione ancora non ci sono ma basta osservare cosa sta succedendo in alcune regioni industriali del nord: tra ottobre e novembre nel torinese (dati  provenienti dai centri per l’impiego) si sono persi, senza i rinnovi dei contratti a termine, quasi 21 mila posti di lavoro. In Veneto i contratti a tempo determinato sono passati da quasi 12 mila a meno di 7 mila. E poi in Emilia Romagna : nel 2008 sono stati assunti con contratto a tempo determinato  109 mila persone , 90 mila di queste scadono nei primi 6 mesi di quest’anno, e quasi certamente non verranno rinnovati. La cosa paradossale è che nell’epoca della “flessibilità” del lavoro il sistema degli ammortizzatori sociali non è ritagliato per “gli atipici”: che non hanno cassa integrazione (perché naturalmente non mantengono il rapporto con la propria azienda) e l’accesso all’indennità di disoccupazione è spesso un tragitto tortuoso perché la legge pone degli  ostacoli per chi non ha avuto un rapporto di lavoro standard senza interruzioni.&#60;br /&#62;
Ora mi sembra evidente che se da una parte c’è la necessità di  ripensare un modello economico/ finanziario e di sviluppo differente, che riesca ad uscire dalla logica della “speculazione a tutti i costi”  e dei “crediti” trasformati in prodotti finanziari da riciclare. Dall’altra parte   bisogna però pensare ad un sistema  di diritti e tutele che accompagnino al mondo dei nuovi lavori, bisogna pensare ad un sistema  di ammortizzatori sociali che riescano a dare un minimo di garanzie ai 5 milioni di precari italiani. Parlare per esempio di reddito di cittadinanza, in un momento di crisi come questo, non deve essere più un taboo: pensare, ad esempio, ad una forma di  erogazione durante  gli stati di discontinuità di reddito, tra un rinnovo contrattuale ed un altro ed in casi di inattività lavorativa prolungata, sostituendosi agli attuali sussidi di disoccupazione (difficili da ricevere per i lavoratori precari). L’Italia insieme alla Grecia  è l’unico stato europeo che non prevede forme di integrazione del reddito, ma prevede  attraverso l’imps, solo  la cassa integrazione ed il classico sussidio di disoccupazione per i dipendenti licenziati.&#60;br /&#62;
Negli ultimi anni  alcune forme di reddito di cittadinanza sono state attivate in diverse regioni Italiane, quella più conosciuta per la sua portata è l’esperienza della Campania . Il progetto del 2005, anno della sua introduzione, ha coinvolto oltre 18.000 famiglie con un reddito inferiore a 5000 euro annui , residenti da almeno 60 mesi sul territorio regionale, distribuendo loro la somma di 350 euro mensili. Una forma di sostegno, insomma, che può essere utile  a tutti quei ragazzi costretti a passare da un contratto all’altro (con momenti di inattività lavorativa e quindi di discontinuità del reddito).&#60;br /&#62;
Spendo inoltre due parole sulla proposta  delle  35 ore lavorative il cui senso si può racchiudere all'interno dello slogan “Lavorare meno lavorare tutti” ma che in questo momento non riesco a condividere. Proprio su questo argomento  è interessantissimo  l'articolo di Luciano Gallino uscito pochi giorni fa su Repubblica . Il sociologo italiano sottolinea come  storicamente l'idea di lavorare meno ore al giorno e alla settimana  è stata  avanzata più volte per scopi pressoché opposti. Da una parte per migliorare la qualità della vita di operai e operaie, ridurre la fatica della giornata lavorativa e avere più tempo per la cura dei bambini e per  la vita famigliare. Dall'altra parte la riduzione di orario e l’aumento degli stipendi portavano un vantaggio per l'azienda stessa: operai più riposati e meglio pagati erano in grado di lavorare meglio e (secondo la visione di Henry Ford )   avrebbero potuto comprare  il prodotto che essi stessi producevano. Oggi la situazione è cambiata lo scopo di lavorare meno ha cambiato faccia: in luogo d’una migliore qualità della vita per la massa di lavoratori, la riduzione delle ore lavorative  ha la necessità  oggi di contenerne il peggioramento di fronte alle pressioni dell’economia globalizzata. Quindi  si propone di lavorare meno, non più a parità di salario bensì a salario ridotto. E in un momento in cui arrivare alla fine del mese rappresenta un’impresa per molti, la proposta di lavorare e guadagnare meno non mi sembra per niente attuale.
&#60;/p&#62;</description>
		</item>
		<item>
			<title>luciano su "accordo 22 gennaio riforma assetti contrattuali"</title>
			<link>http://www.sinistrasiena.net/forum/topic.php?id=11#post-12</link>
			<pubDate>Lun, 09 Feb 2009 23:51:29 +0000</pubDate>
			<dc:creator>luciano</dc:creator>
			<guid isPermaLink="false">12@http://www.sinistrasiena.net/forum/</guid>
			<description>&#60;p&#62;CISL&#60;br /&#62;
UIL&#60;br /&#62;
UGL&#60;br /&#62;
CISAL&#60;br /&#62;
CONFSAL&#60;br /&#62;
SIN.PA&#60;br /&#62;
CONFINDUSTRIA&#60;br /&#62;
CONFCOMMERCIO&#60;br /&#62;
CONFESERCENTI&#60;br /&#62;
CONFAPI&#60;br /&#62;
AB I&#60;br /&#62;
AN IA I&#60;br /&#62;
CONFSERVIZI&#60;br /&#62;
CONFETRA&#60;br /&#62;
CONFARTIGIANATO&#60;br /&#62;
CNA&#60;br /&#62;
CASARTIGIANI&#60;br /&#62;
CLAAI&#60;br /&#62;
CONFAGRICOLTURA&#60;br /&#62;
COLDIRETTI&#60;br /&#62;
CIA&#60;br /&#62;
COPAGRI&#60;br /&#62;
LEGA DELLE&#60;br /&#62;
CONFCOOPERATIVE&#60;br /&#62;
UNCI&#60;br /&#62;
AGCI .-&#60;br /&#62;
UNIONE ITALIANA COOPERATIVE&#60;br /&#62;
CIDA&#60;br /&#62;
CONFEDIR&#60;br /&#62;
CIU UNIONQUADRI&#60;br /&#62;
CONFAIL&#60;br /&#62;
CUQ&#60;br /&#62;
ASSOLAVORO&#60;br /&#62;
CONFEDERTECNICA&#60;br /&#62;
CONFPROFESSIONI&#60;br /&#62;
'&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;ACCORDO QUADRO&#60;br /&#62;
RIFORMA DEGLI ASSETTI CONTRATTUALI&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Il Governo e le parti sociali firmatarie del presente accordo,&#60;br /&#62;
con l'obiettivo dello sviluppo economico e della crescita occupazionale&#60;br /&#62;
fondata sull'aumento della produttività, l'efficiente&#60;br /&#62;
dinamica retributiva e il miglioramento di prodotti e servizi resi&#60;br /&#62;
dalle pubbliche amministrazioni, convengono di realizzare -&#60;br /&#62;
con carattere sperimentale e per la durata di quattro anni- un&#60;br /&#62;
accordo sulle regole e le procedure della negoziazione e della&#60;br /&#62;
gestione della contrattazione collettiva, in sostituzione del regime&#60;br /&#62;
vigente.&#60;br /&#62;
Le parti fanno espresso rinvio agli accordi interconfederali&#60;br /&#62;
sottoscritti al fine di definire specifiche modalità, criteri, tempi&#60;br /&#62;
e condizioni con cui dare attuazione ai principi, di seguito indicati,&#60;br /&#62;
per un modello contrattuale comune nel settore pubblico&#60;br /&#62;
e nel settore privato:&#60;br /&#62;
1. l'assetto della contrattazione collettiva è confermato su&#60;br /&#62;
due livelli: il contratto collettivo nazionale di lavoro di categoria&#60;br /&#62;
e la contrattazione di secondo livello come definita&#60;br /&#62;
dalle specifiche intese;&#60;br /&#62;
2. il contratto collettivo nazionale di lavoro di categoria:&#60;br /&#62;
J avrà durata triennale tanto per la parte economica&#60;br /&#62;
che normativa;&#60;br /&#62;
J avrà la funzione di garantire la certezza dei trattamenti&#60;br /&#62;
economici e normativi comuni per tutti i lavoratori&#60;br /&#62;
del settore ovunque impiegati nel territorio&#60;br /&#62;
nazionale;&#60;br /&#62;
J per la dinamica degli effetti economici si individuerà&#60;br /&#62;
un indicatore della crescita dei prezzi al consumo&#60;br /&#62;
assumendo per il triennio - in sostituzione del tasso&#60;br /&#62;
di inflazione programmata - un nuovo indice previsionale&#60;br /&#62;
costruito sulla base dellllPCA (l'indice dei&#60;br /&#62;
prezzi al consumo armonizzato in ambito europeo&#60;br /&#62;
per l'Italia), depurato dalla dinamica dei prezzi dei&#60;br /&#62;
beni energetici importati. L'elaborazione della previsione&#60;br /&#62;
sarà affidata ad un soggetto terzo;&#60;br /&#62;
J si procederà alla verifica circa eventuali scostamenti&#60;br /&#62;
tra l'inflazione prevista e quella reale effettivamente&#60;br /&#62;
osservata, considerando i due indici sempre&#60;br /&#62;
al netto dei prodotti energetici importati;&#60;br /&#62;
J la verifica circa la significatività degli eventuali scostamenti&#60;br /&#62;
registratisi sarà effettuata in sede paritetica&#60;br /&#62;
a livello interconfederale, sede che opera con finalità&#60;br /&#62;
di monitoraggio, analisi e raccordo sistematico&#60;br /&#62;
della funzionalità del nuovo accordo;&#60;br /&#62;
J il recupero degli eventuali scostamenti sarà effettuato&#60;br /&#62;
entro la vigenza di ciascun contratto nazionale;&#60;br /&#62;
J il nuovo indice previsionale sarà applicato ad un valore&#60;br /&#62;
retributivo individuato dalle specifiche intese;&#60;br /&#62;
J nel settore del lavoro pubblico, la definizione del&#60;br /&#62;
calcolo delle risorse da destinare agli incrementi salariali&#60;br /&#62;
sarà demandata ai Ministeri competenti, previa&#60;br /&#62;
concertazione con le Organizzazioni sindacali,&#60;br /&#62;
nel rispetto e nei limiti della necessaria programmazione&#60;br /&#62;
prevista dalla legge finanziaria, assumendo&#60;br /&#62;
l'indice (IPCA), effettivamente osservato al netto&#60;br /&#62;
dei prodotti energetici importati, quale parametro di&#60;br /&#62;
riferimento per I'individuazione dell' indice previsionale,&#60;br /&#62;
il quale viene applicato ad una base di calcolo&#60;br /&#62;
costituita dalle voci di carattere stipendiale e mantenuto&#60;br /&#62;
invariato per il triennio di programmazione;&#60;br /&#62;
J nel settore del lavoro pubblico, la verifica degli eventuali&#60;br /&#62;
scostamenti sarà effettuata alla scadenza&#60;br /&#62;
del triennio contrattuale, previo confronto con le&#60;br /&#62;
parti sociali, ai fini dell'eventuale recupero&#60;br /&#62;
nell'ambito del successivo triennio, tenendo conto&#60;br /&#62;
dei reali andamenti delle retribuzioni di fatto&#60;br /&#62;
dell'intero settore;&#60;br /&#62;
3. la contrattazione collettiva nazionale di categoria o&#60;br /&#62;
confederale regola il sistema di relazioni industriali a livello&#60;br /&#62;
nazionale, territoriale e aziendale o di pubblica&#60;br /&#62;
amministrazione;&#60;br /&#62;
4. la contrattazione collettiva nazionale o confederale può&#60;br /&#62;
definire ulteriori forme di bilateralità per il funzionamento&#60;br /&#62;
di servizi integrativi di welfare;&#60;br /&#62;
5. per evitare situazioni di eccessivo prolungamento delle&#60;br /&#62;
trattative di rinnovo dei contratti collettivi, le specifiche&#60;br /&#62;
intese ridefiniscono i tempi e le procedure per la presentazione&#60;br /&#62;
delle richieste sindacali, l'avvio e lo svolgimento&#60;br /&#62;
delle trattative stesse;&#60;br /&#62;
6. al rispetto dei tempi e delle procedure definite è condizionata&#60;br /&#62;
la previsione di un meccanismo che, dalla data&#60;br /&#62;
di scadenza del contratto precedente, riconosca una&#60;br /&#62;
copertura economica, che sarà stabilita nei singoli contratti&#60;br /&#62;
collettivi, a favore dei lavoratori in servizio alla data&#60;br /&#62;
di raggiungimento dell'accordo;&#60;br /&#62;
7. nei casi di crisi del negoziato le specifiche intese possono&#60;br /&#62;
prevedere anche l'interessamento del livello interconfederale;&#60;br /&#62;
8. saranno definite le modalità per garantire I'effettività del&#60;br /&#62;
periodo di &#38;quot;tregua sindacale&#38;quot; utile per consentire il regolare&#60;br /&#62;
svolgimento del negoziato;&#60;br /&#62;
9. per il secondo livello di contrattazione come definito&#60;br /&#62;
dalle specifiche intese - parimenti a vigenza triennale -&#60;br /&#62;
le parti confermano la necessità che vengano incrementate,&#60;br /&#62;
rese strutturali, certe e facilmente accessibili&#60;br /&#62;
tutte le misure volte ad incentivare, in termini di riduzione&#60;br /&#62;
di tasse e contributi, la contrattazione di secondo&#60;br /&#62;
livello che collega incentivi economici al raggiungimento&#60;br /&#62;
di obiettivi di produttività, redditività, qualità, efficienza,&#60;br /&#62;
efficacia ed altri elementi rilevanti ai fini del miglioramento&#60;br /&#62;
della competitività nonché ai risultati legati&#60;br /&#62;
all'andamento economico delle imprese, concordati fra&#60;br /&#62;
le parti;&#60;br /&#62;
10. nel settore del lavoro pubblico l'incentivo fiscalecontributivo&#60;br /&#62;
sarà concesso, gradualmente e compatibilmente&#60;br /&#62;
con i vincoli di finanza pubblica, ai premi legati&#60;br /&#62;
al conseguimento di obiettivi quantificati di miglioramento&#60;br /&#62;
della produttività e qualità dei servizi offerti, tenendo&#60;br /&#62;
conto degli obiettivi e dei vincoli di finanza pubblica;&#60;br /&#62;
11. salvo quanto espressamente previsto per il comparto&#60;br /&#62;
artigiano, la contrattazione di secondo livello si esercita&#60;br /&#62;
per le materie delegate, in tutto o in parte, dal contratto&#60;br /&#62;
nazionale o dalla legge e deve riguardare materie ed&#60;br /&#62;
istituti che non siano già stati negoziati in altri livelli di&#60;br /&#62;
contrattazione;&#60;br /&#62;
12. eventuali controversie nella applicazione delle regole&#60;br /&#62;
stabilite, saranno disciplinate dall'autonomia collettiva&#60;br /&#62;
con strumenti di conciliazione ed arbitrato;&#60;br /&#62;
13. la contrattazione di secondo livello di cui al punto 9,&#60;br /&#62;
deve avere caratteristiche tali da consentire&#60;br /&#62;
l'applicazione degli sgravi di legge;&#60;br /&#62;
14. per la diffusione della contrattazione di secondo livello&#60;br /&#62;
nelle PMI, con le incentivazioni previste dalla legge, gli&#60;br /&#62;
specifici accordi possono prevedere, in ragione delle&#60;br /&#62;
caratteristiche dimensionali, apposite modalità e condizioni;&#60;br /&#62;
15. salvo quanto già definito in specifici comparti produttivi,&#60;br /&#62;
ai fini della effettività della diffusione della contrattazione&#60;br /&#62;
di secondo livello, i successivi accordi potranno individuare&#60;br /&#62;
le soluzioni più idonee non esclusa&#60;br /&#62;
l'adozione di elementi economici di garanzia o forme&#60;br /&#62;
analoghe, nella misura ed alle condizioni concordate&#60;br /&#62;
nei contratti nazionali con particolare riguardo per le situazioni&#60;br /&#62;
di difficoltà economico-produttiva;&#60;br /&#62;
1 6. per consentire il raggiungimento di specifiche intese&#60;br /&#62;
per governare, direttamente nel territorio o in azienda,&#60;br /&#62;
situazioni di crisi o per favorire lo sviluppo economico&#60;br /&#62;
ed occupazionale, le specifiche intese potranno definire&#60;br /&#62;
apposite procedure, modalità e condizioni per modificare,&#60;br /&#62;
in tutto o in parte, anche in via sperimentale e&#60;br /&#62;
temporanea, singoli istituti economici o normativi dei&#60;br /&#62;
contratti collettivi nazionali di lavoro di categoria;&#60;br /&#62;
17. salvo quanto già definito in specifici comparti produttivi,&#60;br /&#62;
i successivi accordi dovranno definire, entro 3 mesi,&#60;br /&#62;
nuove regole in materia di rappresentanza delle parti&#60;br /&#62;
nella contrattazione collettiva valutando le diverse ipotesi&#60;br /&#62;
che possono essere adottate con accordo, ivi&#60;br /&#62;
compresa la certificazione all'l N PS dei dati di iscrizione&#60;br /&#62;
sindacale;&#60;br /&#62;
18. le nuove regole possono determinare, limitatamente alla&#60;br /&#62;
contrattazione di secondo livello nelle aziende di&#60;br /&#62;
servizi pubblici locali, l'insieme dei sindacati, rappresentativi&#60;br /&#62;
della maggioranza dei lavoratori, che possono&#60;br /&#62;
proclamare gli scioperi al termine della tregua sindacale&#60;br /&#62;
predefinita;&#60;br /&#62;
19. le parti convengono sull'obiettivo di semplificare e ridurre&#60;br /&#62;
il numero dei contratti collettivi nazionali di lavoro&#60;br /&#62;
nei diversi comparti.&#60;br /&#62;
Le parti confermano che obiettivo dell'intesa è il rilancio&#60;br /&#62;
della crescita economica, lo sviluppo occupazionale e&#60;br /&#62;
l'aumento della produttività, anche attraverso il rafforzamento&#60;br /&#62;
dell'indicazione condivisa da Governo, imprese e&#60;br /&#62;
sindacati per una politica di riduzione della pressione fiscale&#60;br /&#62;
sul lavoro e sulle imprese, nell'ambito degli obiettivi e dei&#60;br /&#62;
vincoli di finanza pubblica.
&#60;/p&#62;</description>
		</item>
		<item>
			<title>luciano su "Il Governo annuncia la sua ricetta per la crisi"</title>
			<link>http://www.sinistrasiena.net/forum/topic.php?id=10#post-11</link>
			<pubDate>Lun, 09 Feb 2009 23:06:02 +0000</pubDate>
			<dc:creator>luciano</dc:creator>
			<guid isPermaLink="false">11@http://www.sinistrasiena.net/forum/</guid>
			<description>&#60;p&#62;Il Governo annuncia la sua ricetta per la crisi: la rottura con la Cgil&#60;br /&#62;
Bisognerebbe scegliere un metro di misura per valutare l’accordo tra governo e imprese Cisl Uil e Ugl sulla riforma della contrattazione.&#60;br /&#62;
Potrebbe essere il punto di vista delle lavoratrici e dei lavoratori italiani.&#60;br /&#62;
Se fosse questo il metro di misura bisognerebbe verificare quanto quell’accordo risolva il problema dei bassi salari italiani che fanno si che l’Italia figuri al fondo delle classifiche internazionali sulle retribuzioni e ai primi posti per il tasso di diseguaglianza.&#60;br /&#62;
In realtà l’accordo agisce in senso contrario. Programma la riduzione  dei salari attraverso due vie: la scelta di un tasso di inflazione più basso di quello reale; l’assenza di un meccanismo certo di recupero dello scarto tra l’inflazione prevista e quella  reale.&#60;br /&#62;
In più l’allargamento della contrattazione aziendale – che oggi si fa a malapena nel 40 per cento delle imprese – a cui sarebbe affidato un incerto incremento delle retribuzioni, proprio non si vede e non si vede perché non c’è.&#60;br /&#62;
Potrebbe essere la valutazione sul cambiamento delle relazioni sindacali.&#60;br /&#62;
Se fosse questo il secondo metro di misura, apparirebbe evidente che sostituire per il rinnovo dei contratti un sistema di regole condivise con uno che non è condiviso dal più grande sindacato italiano, rende il nuovo meccanismo del tutto inapplicabile.&#60;br /&#62;
Ai fautori della sterilizzazione del conflitto sociale come carta vincente per affrontare la crisi, andrebbe chiesto se pensano che la rottura con la Cgil vada in quella direzione.&#60;br /&#62;
In più non si capisce come la trasformazione del sindacato confederale da soggetto autonomo di rappresentanza dei lavoratori a soggetto partner dei enti bilaterali aumenti la democrazia del paese.&#60;br /&#62;
Potrebbe essere la valutazione sul modo migliore per affrontare la crisi.&#60;br /&#62;
Se fosse questo il terzo metro di misura si potrebbe facilmente sostenere che un governo incapace di scelte efficaci contro la crisi, incapace di mettere a disposizione le risorse sufficienti, incapace di rispondere ai bisogni di migliaia di persone che perdono il posto di lavoro e  ai bisogni di migliaia di famiglie, così come ai bisogni di un intero sistema produttivo, è capace soltanto di uno strappo con la Cgil, fortemente ricercato: lo strappo con la Cgil è l’unica misura originale del governo italiano contro la crisi.&#60;br /&#62;
Dunque, qualunque sia il metodo di misura scelto, questo accordo proprio non va: non va bene per i lavoratori; non va bene per il paese; non va bene per la democrazia italiana.&#60;br /&#62;
TITTI DI SALVO  del Coordinamento Nazionale di Sd
&#60;/p&#62;</description>
		</item>
		<item>
			<title>luciano su "CRISI DELL’ECONOMIA – CRISI DELLA POLITICA: LA SINISTRA  AL LAVORO"</title>
			<link>http://www.sinistrasiena.net/forum/topic.php?id=9#post-10</link>
			<pubDate>Lun, 09 Feb 2009 23:04:56 +0000</pubDate>
			<dc:creator>luciano</dc:creator>
			<guid isPermaLink="false">10@http://www.sinistrasiena.net/forum/</guid>
			<description>&#60;p&#62;Di Titti Di Salvo&#60;br /&#62;
La crisi che investe il mondo si accompagna in Italia alla crisi  dei partiti e delle istituzioni. Anche per questo esiste il rischio di un vero e proprio passo indietro della  democrazia italiana.&#60;br /&#62;
L’Italia è da tempo in fondo alla classifiche internazionali per il livello dei salari; ha  un tasso di disuguaglianze sociali  tra i più alti; è priva di  politica industriale; ha una dimensione delle imprese insufficiente nella  globalizzazione; investimenti in ricerca, sia pubblici che privati, pressoché nulli; un modello di specializzazione produttiva da innovare; un sistema di infrastrutture  e reti inadeguato; un Mezzogiorno in affanno.&#60;br /&#62;
Dopo la fine della possibilità di competere sui mercati globali con il cambio, ha percorso la strada del taglio dei costi  e si è trovata stretta nella tenaglia tra paesi più tecnologicamente avanzati e paesi in grado di praticare prezzi ancora più bassi, per l’assenza  totale di diritti del lavoro e sindacati.&#60;br /&#62;
La crisi trova l’Italia dunque debole e divisa, riflessa nello specchio rotto.&#60;br /&#62;
La  crisi dei partiti e delle istituzioni (misurabile e misurata da diversi istituti di ricerca), quella  nuova “questione morale” che attraversa  il paese  e il partito più grande dell’opposizione, si aggiunge alla debolezza del sistema produttivo e alla frantumazione sociale: la politica rischia di essere parte del problema piuttosto che strumento per la soluzione.&#60;br /&#62;
La riforma della contrattazione è una metafora impietosa dello stato dell’arte.&#60;br /&#62;
Molti l’hanno considerata storica e questo già ci offre una chiave di lettura: la riforma dei contratti non si occupa della crisi e delle sue conseguenze sociali. Parla di regole e attraverso nuove regole parla dell’Italia del futuro.&#60;br /&#62;
Ma quale paese ne esce fuori nelle intenzioni dei firmatari? Un paese con bassi salari destinati a non recuperare mai l’inflazione (di questo ci parla quel nuovo misuratore usato per il calcolo degli aumenti salariali depurati dal prezzo dei beni energetici importati). Un paese in cui si indebolisce la solidarietà tra i lavoratori perché si indebolisce  il contratto nazionale, di questo ci parlano le deroghe  in peius a livello aziendale; un paese con lavoratori sempre più diseguali e deboli, di questo ci parla quella enfatizzazione sul salario di produttività, detassato e prevedibile soltanto nel 30/40% delle imprese italiane; un paese dove l’interesse generale è esclusivamente quello dell’impresa e il sindacato perde il suo profilo autonomo di rappresentanza per assumere quello di partner complice negli enti bilaterali.&#60;br /&#62;
L’accordo non è stato firmato dalla CGIL. Siamo di fronte ad un paradosso evidente: si cambia un sistema di regole condiviso e lo si sostituisce con uno nuovo che il maggior sindacato italiano non condivide. E’ un paradosso che rende evidente la natura tutta politica della rottura fortemente voluta, in primo luogo, dal governo e dalla Confindustria: è un paradosso che rappresenta plasticamente un furto per la democrazia italiana.&#60;br /&#62;
A maggior ragione è un grande errore non sottoporre al referendum l’accordo: non è possibile immaginare di difendersi dal giudizio dei lavoratori mettendo al riparo una riforma definita, per altro, di portata epocale.&#60;br /&#62;
In realtà  la crisi è il contesto, l’occasione per il governo, insieme a Confindustria e a chi ha condiviso l’accordo, per liquidare un intero sistema dei diritti e provare l’affondo nei confronti del più grande sindacato confederale italiano.&#60;br /&#62;
 La Cgil rappresenta  per la sua autonomia culturale, l’unico ostacolo sul piano sociale per il decollo della cosiddetta “legislatura costituente”, per quella modernizzazione a perdere, quella che andrebbe chiamata  in modo più consono regressione democratica.&#60;br /&#62;
Su un piano diverso, quello politico, ma con la stessa intenzione, è la riforma elettorale per le europee  lo strumento per un secondo furto di democrazia.&#60;br /&#62;
La nostra iniziativa non è su questo ma è difficile non parlarne. Non voglio però discutere della soglia di sbarramento: una lista della sinistra, quella seria e credibile, rivolta al futuro e non al passato, vale molto di più del 4 per cento.&#60;br /&#62;
Voglio sottolineare invece il cinismo che ispira la modifica delle regole elettorali alla vigilia del voto. Per nascondere il proprio default il PD ha scambiato lo sbarramento con il federalismo fiscale, la riforma dei contratti, le nomine RAI, il voto su Cosentino in odor di mafia e chissà che altro: per questo siamo di fronte ad un furto di democrazia.&#60;br /&#62;
Ma c’è una seconda chiave di lettura, altrettanto importante.&#60;br /&#62;
L’idea dell’Italia proiettata dall’accordo, è condivisa da tutte le forze politiche che oggi siedono in Parlamento.&#60;br /&#62;
Non ce n’è nessuna che sia portatrice di una idea  diversa e alternativa, nessuna che si alzerà in Parlamento per far sentire la voce di un’altra Italia.&#60;br /&#62;
Per questo la riforma dei contratti è uno spartiacque: svela che in questo paese non esiste una opposizione parlamentare perché non esiste un’idea alternativa di come si affronta la crisi –misure insufficienti dice il Pd - e di come si supera la crisi (cioè dell’Italia del futuro).&#60;br /&#62;
Le ultime parole del segretario del Pd hanno il merito della chiarezza: l’accordo va bene perché corrisponde al programma del partito democratico. Ed è vero. Questo significava ieri l’equidistanza tra imprese e il  lavoro e oggi la richiesta di trovare le risorse per estendere gli ammortizzatori sociali dall’allungamento dell’età pensionabile delle donne e dalla modifica dei coefficienti per il calcolo delle pensioni.&#60;br /&#62;
Questa è la cifra della solitudine delle lavoratrici e dei lavoratori, dei pensionati davanti alla crisi, stretti tra la sottovalutazione al limite della irresponsabilità del governo  e l’abbandono dell’opposizione parlamentare; questa la solitudine della Cgil, invitata dal PD ad affrontare la sfida riformista; questo il senso profondo della crisi di rappresentanza della politica.&#60;br /&#62;
Siamo impegnati con altre forze della sinistra  ex-parlamentare  nella ricostruzione di una sinistra moderna e popolare. Ma è qui e ora che quella  sinistra deve misurarsi: innanzitutto con la ricostruzione della rappresentanza del lavoro, per rompere quella solitudine, ridare credito alla politica e una speranza al paese.&#60;br /&#62;
Da qui oggi parte una ricerca sul rapporto tra lavoratori e partiti politici. L’abbiamo affidata a Francesco Garibaldo ed Emilio Rebecchi che hanno un’esperienza ventennale  sul campo e ce ne parleranno tra breve direttamente.&#60;br /&#62;
Garibaldo e Rebecchi hanno recentemente portato a compimento una inchiesta rigorosissima sul lavoro nelle imprese metalmeccaniche.&#60;br /&#62;
A discutere con noi dell’insieme degli argomenti c’è oggi Gianni Rinaldini segretario della FiomCGIL, a cui esprimiamo la solidarietà più convinta per lo sciopero nazionale - proclamato insieme alla Funzione pubblica il 13 febbraio - che diventa la prima risposta sindacale all’accordo sulla riforma di contratti.&#60;br /&#62;
La ricerca verrà condotta innanzitutto a Torino e in Piemonte, nel cuore della crisi industriale del paese, poi a Roma, dove esistono caratteristiche produttive e sociali diverse, dove la  grande distribuzione assomma in sé tutte le nuove precarietà del lavoro e a Taranto, dove c’è la classe operaia più giovane d’Italia e la più sconosciuta, la più sola.&#60;br /&#62;
L’indagine è intanto l’annuncio della nostra scelta fondamentale, della nostra ambizione politica più grande: ricostruire  la rappresentanza del lavoro, dare vita cioè ad una forza politica, un partito che lavoratrici e lavoratori sentano come punto di riferimento perché sa materializzare sulla scena della politica un punto di vista che ispira scelte generali di cambiamento del paese.&#60;br /&#62;
Nel contempo la ricerca è l’ammissione della nostra ignoranza, della difficoltà di capire e interpretare realtà e bisogni profondamente cambiati.&#60;br /&#62;
Durante la campagna elettorale era qui, davanti alle fabbriche dell’Alto novarese, ai cancelli di Mirafiori, nei luoghi di lavoro dell’Alessandrino piuttosto che di Asti o Cuneo che si toccava con mano la diffidenza, l’estraneità, perfino l’aggressività delle persone rispetto alla proposta politica che gli facevamo: una proposta che non parlava alle loro vite, che non parlava di loro,che non gli proponeva  soluzioni concrete per i loro problemi e neppure un sogno, ma un voto per la sopravvivenza di un cartello elettorale: la ricerca nasce da quella pagina amara come gesto politico, impegno e assunzione di responsabilità.&#60;br /&#62;
La sinistra moderna poi deve essere capace di uscire dalle trincee delle identità per misurarsi con la realtà, cioè con la profondità e l’ampiezza di questa crisi.&#60;br /&#62;
Una crisi strutturale che il governo italiano ha prima sottovalutato e poi affrontato con misure sbagliate che  non ne  curano né le cause né le conseguenze sociali drammatiche e aumentano la distanza con gli altri paesi.&#60;br /&#62;
La tempesta finanziaria ed economica che stiamo vivendo è tutta interna alla globalizzazione senza regole, non governata dalla politica: ne è figlia.&#60;br /&#62;
E’ figlia certamente dell’esplosione del debito americano, del Tesoro e delle famiglie. Ma è ancora di più figlia di una cultura politica che ha assegnato un potere taumaturgico e virtuoso al mercato e  alla triade meno stato-meno regole-meno tasse . Figlia di quella catena del valore delle imprese formata attraverso la mercificazione del lavoro e dell’ambiente,anche nell’Europa del modello sociale. Ed è strettamente connessa all’asimmetria tra diritti sociali e del lavoro delle costituzioni dei singoli stati europei e i  processi economici sovranazionali non regolati. E’ generata dalla differenza di poteri tra le istituzioni politiche internazionali come l’ONU e quelle economiche come il FMI: quella che fa si che mentre l’Onu promuove campagne  contro il lavoro minorile il FMI vincola la concessione dei prestiti ai paesi in via di sviluppo alla privatizzazione della scuola.&#60;br /&#62;
E’ causata da disuguaglianze crescenti nel mondo ricco e tra i paesi ricchi e quelli poveri: è una crisi strutturale.&#60;br /&#62;
E’ fallita cioè l’idea fondamentale alla base della globalizzazione senza regole: la capacità del mercato di autoregolarsi.&#60;br /&#62;
Per questo, la crisi è anche l’occasione per il ritorno della politica,per una nuova democrazia globale resa possibile anche dalla presidenza americana di Obama, per immaginare un altro e diverso modello produttivo, economico e sociale: valore del lavoro e dell’ambiente invece che loro mercificazione; politica che governa l’economia invece del suo contrario; cooperazione internazionale invece che spese per armamenti ecc.&#60;br /&#62;
L’Italia e il mondo non usciranno uguali dal tunnel: ma possono uscire peggiori o migliori, più ospitali o meno ospitali per le persone, più equi o più ingiusti, a seconda delle scelte che saranno assunte.&#60;br /&#62;
Quelle del governo italiano non fanno ben sperare. Si tratta di scelte  casuali e sciatte, dettate dalle poche risorse messe a disposizione, prive di investimenti sul futuro, senza ambizione, senza speranza, ispirate dalla paura nonostante l’ottimismo di maniera del presidente del consiglio, fatte per passare la nottata. Sono scelte che condannano l’Italia ad un futuro peggiore, non sono scelte insufficienti.&#60;br /&#62;
Qui la differenza fondamentale con altri paesi, in primo luogo con il programma annunciato dal nuovo presidente americano.&#60;br /&#62;
Manca una analisi dei problemi veri del paese, di cui si diceva prima, cui mettere mano e la crisi diventa l’occasione per una torsione autoritaria dei rapporti di lavoro e la cancellazione di diritti fondamentali: dall’abrogazione della legge sulle dimissioni in bianco, al nuovo assalto indiretto all’articolo 18, allo statuto dei lavoratori e alla previdenza pubblica.&#60;br /&#62;
Poi anche un’occasione per cambiare il ruolo e l’autonomia  del sindacato confederale italiano e invertire le priorità costituzionali,dalla centralità del lavoro alla centralità dell’impresa.&#60;br /&#62;
Al contrario due sono i fronti su cui agire: l’emergenza. Quella del reddito, di quelle persone che perdono il lavoro senza rete di protezione sociale e di quelle con una rete di protezione che nel tempo erode i risparmi ed espone al rischio di povertà. Quella dei pensionati.&#60;br /&#62;
La costruzione del futuro: cioè politiche pubbliche che orientino una diversa politica industriale e un diverso modello produttivo, per migliorare la qualità della vita delle persone e la coesione sociale, per includere, ricomporre lo specchio rotto: dalla scuola, alla formazione, alle energie rinnovabili, alla messa in sicurezza del territorio, alla messa in sicurezza delle scuole, alla rete di trasporto dei pendolari.&#60;br /&#62;
Ma poiché oggi anche i fautori più accaniti del libero mercato chiedono risorse pubbliche e interventi dello Stato, allentamento del patto di stabilità la domanda doverosa e possibile è per fare che cosa, per favorire quali processi produttivi, per produrre che cosa e per sostenere quali consumi. Per questo la crisi è anche un’occasione,di fronte al fallimento di un modello produttivo globale, di una diversa e alternativa costruzione sociale e produttiva.&#60;br /&#62;
Naturalmente le risorse che servono, in un paese gravato da un serio debito pubblico, vanno trovate là dove ci sono: lotta all’evasione fiscale, tassazione delle rendite finanziarie, equità fiscale, tagli degli sprechi e dei privilegi sono la condizione di premessa e sono pure riforme strutturali. Per  trovare i soldi e per restituire  autorevolezza alla politica.&#60;br /&#62;
Per questo intendiamo proporre 3 ordini di interventi:&#60;br /&#62;
1) Interventi   per la riconversione produttiva: spendere diversamente le risorse  già previste cambiando la loro destinazione, per creare benessere sociale&#60;br /&#62;
a -  dal ponte sullo stretto al miglioramento della mobilità dei pendolari;&#60;br /&#62;
b - dal nucleare ad un programma straordinario di lavori per la messa in sicurezza delle scuole e il risparmio energetico, attraverso l’alimentazione con energie rinnovabili degli edifici scolastici.&#60;br /&#62;
La proposta può rappresentare il paradigma del cambiamento; avrebbe il merito di mettere in sicurezza gli edifici scolastici e le persone che le frequentano, a rischio certo come hanno confermato le stesse verifiche di Bertolaso dopo il crollo della scuola di Rivoli.&#60;br /&#62;
Darebbe lavoro a molte piccole e medie ditte edili per le ristrutturazioni necessarie.&#60;br /&#62;
Consentirebbe un lavoro di progettazione e innovazione tecnologica a molti giovani professionisti.&#60;br /&#62;
Aprirebbe su larga scala un mercato per le nuove tecnologie edilizie, il fotovoltaico e l’eolico.&#60;br /&#62;
Svolgerebbe un’azione didattica sull’esigenza del risparmio energetico e l’utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili.&#60;br /&#62;
Potrebbe rappresentare una scelta da riprodurre nelle realtà locali in un quadro strategico nazionale.&#60;br /&#62;
c - dagli incentivi a pioggia alle imprese al sostegno all’industria dell’auto, motore dell’intero apparato produttivo italiano, con il vincolo produttivo dell’auto ecologica e del mantenimento dell’occupazione.&#60;br /&#62;
 2) Interventi per sostenere il reddito di lavoratori e pensionati, estendere gli ammortizzatori sociali e guardare al futuro, con  nuove risorse&#60;br /&#62;
19.500 milioni di euro sono le risorse reperibili a questo fine, attraverso il recupero dell’evasione fiscale e contributiva (3.000); la tassazione rendite finanziarie (2.000); il recupero  dei condoni non pagati del primo Tremonti del 2001 (5.200); i risparmi nel 2009 sul servizio al debito perché quest’anno scadranno titoli di stato pari ad 1/5 del nostro debito (6.000); tagli ai costi della politica per almeno 500 milioni di euro.&#60;br /&#62;
Aumentare le detrazioni fiscali a 3/4 dei lavoratori dipendenti  intorno ad una cifra  fino a 200 euro costa 3.100 milioni di euro, come il recupero dell’evasione fiscale e contributiva o come l’estensione dell’ICI alle case di pregio. Costa 2.200 milioni di euro aumentare fino a 311 euro attraverso detrazioni le pensioni di 2/3 dei pensionati italiani.&#60;br /&#62;
Dal recupero dei condoni non pagati possono essere trovate le risorse per alimentare il fondo per estendere gli ammortizzatori sociali.&#60;br /&#62;
Dai 6 milioni di euro dei risparmi sul servizio al debito le risorse per potenziare scuola e università, il futuro.&#60;br /&#62;
3) Interventi  per restituire dignità  e diritti alle persone , a parità di risorse:&#60;br /&#62;
- Reintroduzione della legge 188 contro i licenziamenti mascherati da dimissioni&#60;br /&#62;
- Reintroduzione del tesserino di riconoscimento nei cantieri, contro il lavoro nero&#60;br /&#62;
- Abrogazione delle classi-ponte contro l’imbarbarimento sociale promosso dal governo seminatore di odio&#60;br /&#62;
- Sospensione della legge Bossi-Fini&#60;br /&#62;
- Erogazione delle risorse della social card direttamente sui conti correnti o pensioni&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Queste le nostre domande, queste le nostre proposte: a disposizione della sinistra per un partito nuovo  di cui l’Italia ha bisogno.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;CRISI DELL’ECONOMIA – CRISI DELLA POLITICA: LA SINISTRA  AL LAVORO
&#60;/p&#62;</description>
		</item>
		<item>
			<title>luciano su "lontani da chi lavora"</title>
			<link>http://www.sinistrasiena.net/forum/topic.php?id=8#post-9</link>
			<pubDate>Lun, 09 Feb 2009 23:02:02 +0000</pubDate>
			<dc:creator>luciano</dc:creator>
			<guid isPermaLink="false">9@http://www.sinistrasiena.net/forum/</guid>
			<description>&#60;p&#62;Lontani da chi lavora. Il rischio di trasformarsi in casta&#60;br /&#62;
 Lorenzo Mazzoli*,   02 febbraio 2009, 11:22&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Il tragico errore della firma separata. Il sindacato, come qualsiasi soggetto di rappresentanza, se perde il legame in basso è destinato ad indebolirsi e perdere la sua funzione. Quanti avranno lavorato per piegarne la forza, anche conflittuale, avranno infatti gioco facile nel farne a meno quando lo decideranno. Per questo lo sciopero generale con manifestazione a Roma del febbraio promosso da FP e FIOM è un appuntamento &#38;quot;storico&#38;quot;&#60;br /&#62;
Quando si rinuncia a consultare coloro che si rappresenta, non soltanto si viola un'etica democratica, ancor di più, per le ricadute sostanziali di tale scelta, da un lato si compie un salto nel vuoto della legittimazione presunta (e dunque debolissima), dall'altro ci si allontana irresponsabilmente dalle persone che, soprattutto in questa fase di crisi economica, sociale e valoriale, avrebbero bisogno di sentire vicini coloro che dovrebbero tutelare i loro diritti e gli altrettanto importanti legittimi interessi.&#60;br /&#62;
Così si tagliano prima i rami su cui si sta seduti e subito dopo vengono recise le radici stesse del sindacalismo confederale fin qui conosciuto. Non è una riedizione al ribasso della concertazione, è semplicemente un patto neo corporativo in cui la mediazione è affidata in alto (alla casta) in una logica di scambio che inevitabilmente è al ribasso (per chi lavora).&#60;br /&#62;
E' così banale da capire, che sembra assurdo ciò che è accaduto. Ed è inaccettabile l'assurda resistenza a non programmare un calendario fitto, fitto di assemblee per spiegare i contenuti nei posti di lavoro e registrare se quanto si è pensato in nome loro è ciò che si aspettavano milioni di lavoratrici e lavoratori.&#60;br /&#62;
L'assunzione di responsabilità di fronte ad una scelta fa parte dell'onere di un ruolo, ma quando tale scelta riguarda milioni di persone, dunque non è personale, c'è un punto d'onore a cui non si può derogare: si mette la faccia dinanzi a coloro per i quali si è trattato, si spiegano il merito dell'accordo e le ragioni che hanno portato a tale conclusione, si ascolta, ci si confronta, si registra l'orientamento attraverso anche la certificazione di un voto ed infine si decide.&#60;br /&#62;
La decisione democratica non può fare a meno della partecipazione, tutto ciò che si fa senza rispettare questo principio di sopravvivenza della legittima rappresentanza, costituisce una &#38;quot;violazione naturale&#38;quot; del diritto a contrattare erga omnes. Si può anche decidere diversamente dal parere della maggioranza di chi si rappresenta perché la valutazione di un contesto può portare anche a questo, ma non si volta mai le spalle.&#60;br /&#62;
Qui non è in gioco l'onorabilità di alcuni (ognuno si comporti come crede e per questo sarà valutato), ma l'esistenza stessa di una funzione indispensabile di rappresentanza sociale. Che cosa ha portato allo sconvolgimento della politica trasformandola in casta se non l'allontanamento dai luoghi della partecipazione diffusa, dall'umiltà di confrontarsi con la &#38;quot;normalità&#38;quot; delle condizioni di vita delle persone, delle loro aspirazioni, delle loro incertezze, delle loro frustrazioni, delle loro speranze di contare nel determinare le scelte? Quando si rappresenta interessi generali, non ci si può limitare a confrontarsi con il proprio gruppo dirigente e non è sufficiente rivolgersi ai propri iscritti. Peraltro così è sempre stato fatto in occasioni simili.&#60;br /&#62;
Il sindacato, come qualsiasi soggetto di rappresentanza, ma soprattutto il sindacato, se perde il legame in basso è destinato ad indebolirsi, trasformarsi in &#38;quot;castina&#38;quot; e poi perdere la sua funzione perché quanti avranno lavorato per piegarne la forza, anche conflittuale, avranno gioco facile farne a meno quando lo decideranno. Anche in quel caso si è utili, purtroppo soprattutto per i poteri forti.&#60;br /&#62;
Non si accusi di forzatura se di fronte alla richiesta avanzata a CISL e UIL di fare assemblee comuni nei posti di lavoro e queste dovessero rifiutare, la CGIL procederà, doverosamente, per proprio conto. Ed è strano che molti di coloro che parlano di primarie per garantire maggiore democrazia nel proprio partito o coalizione balbettino confusamente di non condividere questo orientamento. Lo capirei solo se pensano che il sindacato sia &#38;quot;minus&#38;quot; rispetto alla politica, ma allora è anche più grave.&#60;br /&#62;
E' in atto una crisi economica e produttiva sconvolgente e milioni di lavoratrici e lavoratori, di pensionate e pensionati subiranno gli effetti più duri di questo uragano: c'è bisogno della massima unità del mondo del lavoro per poterne attenuare gli effetti più nefasti ed offrire un terreno collettivo di tenuta, evitando che ognuno si senta solo. E' una priorità. Altro che IPCA depurata, derogabilità alle norme, riduzione del diritto di sciopero, correzione dei coefficienti ed aumento dell'età pensionabile. Bisogna andare in direzione opposta.&#60;br /&#62;
Il Governo è sordo e cieco e troppi parlano (alla CGIL) di sfida all'innovazione pensando che con la tattica verbale si possa galleggiare. C'è bisogno di altro: prioritariamente di credibilità, di parole che non siano vuoti pneumatici, di atti che possano suscitare emozione, motivazione, fiducia nel futuro.&#60;br /&#62;
E stare in campo, essere visibili con le proposte e con le persone che devono ritrovare coraggio ed ascolto.&#60;br /&#62;
Si è tanto parlato dello sciopero generale e manifestazione a Roma del prossimo13 febbraio promosso da due categorie della CGIL: Funzione Pubblica e FIOM. In bene, perché è una forte risposta a ciò a cui prima ho fatto cenno; con dubbio perché fuori dagli schemi della prassi sindacale che ha sempre promosso iniziative per blocchi: industria, pubblico impiego, servizi.&#60;br /&#62;
Consapevoli della &#38;quot;non ortodossia&#38;quot; dell'appuntamento, quello che è stato assunto come slogan &#38;quot;unità anticrisi&#38;quot; con le parole d'ordine &#38;quot;La dignità del lavoro è un bene pubblico, basta precarietà + salario + diritti, legalità&#38;quot; è un appuntamento &#38;quot;storico&#38;quot; di tutti e così deve essere vissuto dentro e fuori la CGIL.&#60;br /&#62;
Centinaia di attivi ed assemblee nei posti di lavoro tra le due categorie, ha portato ad una più forte confederalità a fronte di riscontri assai confortanti nel trovare le &#38;quot;ragioni comuni&#38;quot;, uscendo dall'ideologia dei &#38;quot;luoghi comuni&#38;quot; che vorrebbero privati contro pubblici e quest'ultimi nullafacenti e corporativi.&#60;br /&#62;
E' un cambio di fase culturale da incoraggiare: anche per queste vie si offrono alternative al pensiero debole dominante. Ed anche coloro che con arroganza ovvero con superficialità ovvero per calcolo politico si cimentano in lezioni di riformismo o conservatorismo dovrebbero capire che sta passando tanta acqua sotto i ponti e che certe idee &#38;quot;neo&#38;quot; liberiste appartengono, queste si, all'archeologia ideologica. Basta guardarsi intorno e vergognarsi un po' per le tante stupidaggini dette in questi anni.&#60;br /&#62;
A Piazza San Giovanni e nei tre cortei che attraverseranno Roma il 13 febbraio, c'è posto per tutti coloro che condividono valori di equità, giustizia sociale, unità e forza del mondo del lavoro.
&#60;/p&#62;</description>
		</item>
		<item>
			<title>luciano su "Crisi e lavoro"</title>
			<link>http://www.sinistrasiena.net/forum/topic.php?id=7#post-8</link>
			<pubDate>Lun, 09 Feb 2009 16:50:22 +0000</pubDate>
			<dc:creator>luciano</dc:creator>
			<guid isPermaLink="false">8@http://www.sinistrasiena.net/forum/</guid>
			<description>&#60;p&#62;Da UNA TRACCIA PER IL PROGRAMMA DE “LA SINISTRA”&#60;br /&#62;
……………….&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;La crisi &#60;/p&#62;
&#60;p&#62;La gravissima crisi finanziaria mondiale, derivante dalla speculazione sfrenata alimentata da un capitalismo senza regole si è abbattuta come un maglio sull’economia reale producendo crisi aziendali, cassa integrazione, disoccupazione e un forte aumento dell’inflazione.&#60;br /&#62;
Questa situazione produce ogni giorno nuovi poveri. Le poche risorse per combattere la crisi non vengono finalizzate al cambiamento e all’innovazioni produttiva e dopo la fase l’assistenzialismo si riproporrà una crisi aggravata.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Il governo delle destre interviene solo aumentando il prelievo fiscale e operando tagli alla scuola, all’università, alla ricerca, alla sanità, al pubblico impiego ed allo stato sociale.&#60;br /&#62;
Se non c’è un cambiamento profondo di questa politica, gli Enti Locali, che dovrebbero poter garantire i servizi e le condizioni della piena convivenza civile tra i cittadini, non saranno più in grado di erogare prestazioni essenziali per l’intera popolazione. Ne faranno le spese i più deboli: giovani, donne e anziani.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Le ricadute sul territorio&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;La Toscana e la nostra provincia si trovano dentro la crisi internazionale con una produzione ancora troppo ancorata a beni a basso valore aggiunto, facilmente replicabili nei paesi in via di sviluppo, con i quali è perdente ogni competizione basata sul contenimento dei costi di produzione. La concorrenza al ribasso non può avere successo se non comprimendo pesantemente i livelli salariali, i diritti dei lavoratori e la loro sicurezza, accrescendo le tensioni sociali.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;La difficoltà di ridurre i costi unitari, in Italia, è causata sicuramente dagli insufficienti investimenti in ammodernamento ed innovazione e dai costi crescenti del credito, dell’energia, dei trasporti e di gran parte delle materie prime. Questi elementi sono alla base delle debolezze dell’Italia rispetto ad altri paesi europei, ed anche dei fenomeni di precarizzazione del lavoro con cui aziende private ed enti pubblici puntano a contenere i costi di produzione. In ciò aiuta una legislazione sempre più vessatoria verso i lavoratori ed i crescenti flussi di immigrati senza diritti.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Vanno cambiati alla radice gli orientamenti produttivi: l’unico mercato veramente redditizio per un paese sviluppato è quello dei beni il cui valore aggiunto deriva essenzialmente dall’unico fattore produttivo non replicabile che è l’intelletto umano.&#60;br /&#62;
Ciò vale tanto più per la Provincia di Siena, dove occorre:&#60;br /&#62;
- sviluppare politiche locali che consolidino le attività manifatturiere con innovazioni di processo e  di prodotto;&#60;br /&#62;
- favorire lo sviluppo dell’economia del “sapere”.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Sul piano fiscale questi obiettivi potrebbero essere favoriti da una razionalizzazione che a livello locale introducesse, se compatibile con le future misure per il federalismo fiscale, un’imposta sul Reddito Operativo Lordo, che sostituisse tutte le altre imposte locali per le imprese ed i cittadini. Si  dovrebbero anche introdurre, per quanto di competenza locale, agevolazioni fiscali per le aziende che investono in attività di ricerca (es. polo biotecnologico, risparmio energetico ed energie rinnovabili, ecc.) attraverso capitale proprio.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Questo, insieme al altre iniziative appropriate, alcune delle quali già avviate, potrebbe contribuire a creare un vero e proprio “distretto scientifico” della provincia di Siena, per la realizzazione di nuovi prodotti e servizi in campo biomedico ed ambientale, e dunque produrre nuove forme di occupazione anche altamente qualificata.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62; La situazione critica dell’economia locale&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;La realtà economica e sociale della provincia di Siena si sta progressivamente modificando. Anche da noi la crisi sta logorando il benessere garantito negli anni anche dal settore terziario, dove Monte dei Paschi, Università, Ospedale ed Enti Locali hanno fornito sicurezza a molte migliaia di addetti, specialmente nella città di Siena. Ridimensionamenti ed esternalizzazioni stanno riducendo il contributo di queste strutture all’economia locale.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Nel comparto industriale sono troppi i casi che destano allarme: siamo pressoché alla chiusura della Florence di Casole d’Elsa, che occupava quasi 500 donne; la Calp di Colle, nonostante le modifiche nella proprietà e la diversificazione produttiva avviata, tarda a riprendersi; nel settore del camper, dove abbiamo il distretto produttivo più importante d’Europa, sono iniziati i licenziamenti e la cassa integrazione; la Bayer sta chiudendo lo stabilimento di Rosia; la cessione dell’immobile dello stabilimento Wirlpool di Siena al Monte dei Paschi, è un segno manifesto di difficoltà dell’azienda; le pelletterie dell’Amiata versano in una crisi preoccupante; nell’edilizia aumenta l’invenduto, con riflessi nei settori dell’impiantistica, dei laterizi, dell’arredo. Centinaia di piccole e piccolissime aziende, anche a conduzione semifamiliare, non fanno notizia ma sono in gravi difficoltà.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Anche sulla collettività senese si proiettano dunque le difficoltà economiche ed occupazionali che generali di questa fase.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;I problemi del mondo del lavoro&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Questo stato di cose si intreccia con un quadro già inaccettabile delle condizioni dei lavoratori. Per la prima volta da molti anni le nuove generazioni non possono guardare al futuro con la fiducia che possa essere migliore di quello dei loro genitori. I dati dell’occupazione segnalano un aumento allarmante della precarietà. Anche chi ha un lavoro stabile è colpito dalla perdita di potere d’acquisto di salari e pensioni. E’ difficile pagare il mutuo o l’affitto, le bollette, gli studi dei figli. &#60;/p&#62;
&#60;p&#62;I lavoratori che sentono la minaccia della perdita del posto di lavoro a causa del rapporto precario, o della crisi, sono i più disarmati di fronte al datore di lavoro e spesso anche i più scettici sulla possibilità di cambiare le cose in assenza di un quadro e di forze politiche che pongano al centro l’obbiettivo di una società giusta e solidale, che affermi la centralità del lavoro, della sua tutela e della salvaguardia dei diritti.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Lavoro e diritti&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;La precarizzazione del lavoro&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Uno dei problemi più gravi della nostra società è oggi la precarizzazione e l’insicurezza del lavoro, che ha perso la sua naturale centralità a vantaggio della finanziarizzazione dell’economia: i risultati sono sotto gli occhi di tutti.&#60;br /&#62;
La rivoluzione tecnologica ha cambiato fortemente il modo di lavorare e le gerarchie produttive.&#60;br /&#62;
Nuove tipologie contrattuali, effetto anche della nuova legislazione in materia, hanno prodotto una estrema flessibilizzazione del mercato del lavoro e la precarizzazione di gran parte dei rapporti.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Senza sottovalutare l’esigenza di una certa flessibilità da applicarsi correttamente a settori fortemente condizionati dalla stagionalità,  ed in conseguenza della nuova organizzazione produttiva di molte imprese, non si può dimenticare che – dopo la legge Treu e la legge 30 – sono mancate misure di tutela in campo previdenziale, di continuità del reddito e di formazione che salvaguardassero adeguatamente i lavoratori.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Oggi la situazione è di vera emergenza, con un esteso abuso del ricorso a contratti precari al solo fine di ridurre vincoli e costi per le imprese. Anche a Siena, nell’ultimo anno e mezzo, ogni 100 assunzioni 83 sono state a tempo determinato.&#60;br /&#62;
In questo contesto anche la scelta di esternalizzare diversi servizi di pertinenza degli Enti Locali, spesso imposta dalle norme restrittive sui loro bilanci, oltre a costituire una sorta di deresponsabilizzazione verso i cittadini amministrati, ha finito per favorire la precarizzazione degli addetti.&#60;br /&#62;
Si sta determinando anche un decadimento dei livelli di legalità, con il ritorno a forme di reclutamento giornaliero ed irregolare, soprattutto in settori come l’edilizia e l’agricoltura, dove mancano efficaci controlli preventivi e repressivi.&#60;br /&#62;
Si aprono scenari assolutamente preoccupanti perchè chi non ha un lavoro stabile non può programmare il futuro, formarsi una famiglia, comprare una casa , avere figli.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;L’introduzione di elementi di flessibilizzazione che riducono il costo salariale e contributivo e comprimono i diritti dei lavoratori al solo scopo di aumentare la competitività delle imprese, è socialmente ingiusta ed alla lunga anche inefficace sul piano economico. Questa situazione va superata affermando il principio opposto, e cioè che il lavoro flessibile deve avere costi maggiori di quello stabile, per scoraggiarne l’uso improprio e per contribuire alla continuità previdenziale e retributiva dei lavoratori.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Favorire la stabilizzazione dei lavoratori&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Si deve incoraggiare la stabilizzazione dei rapporti di lavoro e quindi del reddito e delle prospettive di vita del lavoratore, garantendo il giusto sostegno economico e sociale anche ai percorsi lavoratovi individuali. In quest’ambito vanno ribaditi principi  fondamentali come la contrattazione nazionale e decentrata, la continuità previdenziale e reddituale, l’assistenza sanitaria, la sicurezza nei luoghi di lavoro, l’informazione ed il controllo sull’oggetto della prestazione lavorativa.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Occorre dunque una nuova strategia, anche locale, sui diritti vecchi e nuovi, altrimenti il passaggio alla società del sapere rischia di produrre nuova marginalizzazione del lavoro.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Di fronte ai vincoli di bilancio ed alla necessità di garantire servizi essenziali diversi Enti Locali e soggetti pubblici hanno fatto ampiamente ricorso a processi di esternalizzazione e forme di lavoro atipico. Questi processi, non gestiti con attenzione, hanno prodotto un deterioramento retributivo e normativo delle condizioni dei lavoratori interessati, con punte ancora più gravi nelle situazioni di subappalto che producono ulteriori rischi.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;A partire dagli Enti Locali occorre, nonostante le difficoltà, avere la capacità di coniugare elementi di efficienza nella gestione con il rispetto dei diritti dei lavoratori. Deve essere riconoscibile la coerenza tra i valori enunciati nell’elaborazione politica e le pratiche dell’amministrare quotidiano.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Per tute queste ragioni, negli Enti Locali amministrati dal centro-sinistra, occorrerà che:&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;-  vengano valorizzati i rapporti di lavoro a tempo indeterminato come strumento principale per lo svolgimento delle attività istituzionali dell’ente, ricorrendo al altre forme contrattuali solo quando ciò risulti effettivamente indispensabile;&#60;br /&#62;
- le prestazioni lavorative a carattere atipico siano ridotte al minimo e oggetto di preventiva contrattazione sindacale in merito a modalità ed entità;&#60;br /&#62;
-  il rapporto di lavoro deve essere basato sulla dignità e la responsabilità del lavoratore e sui diritti individuali e collettivi.&#60;br /&#62;
-   venga riaffermato il valore della contrattazione e delle relazioni sindacali;&#60;br /&#62;
- la valorizzazione delle competenze e delle professionalità passi attraverso l’accesso alla conoscenza delle scelte, la partecipazione all’organizzazione del lavoro e l’autonomia professionale;&#60;br /&#62;
-  anche ai lavoratori a contratto debbono essere riconosciuti i diritti ad un’equa retribuzione, alla formazione professionale ed alla sicurezza;&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Riteniamo inoltre necessario che:&#60;br /&#62;
- commissioni consiliari e tecniche, anche in collaborazione tra più enti, definiscano meccanismi per scongiurare il ricorso al lavoro sommerso, in via diretta o tramite subappalti, da parte delle aziende vincitrici di bandi di gara per lavori pubblici o servizi;&#60;br /&#62;
- vengano privilegiate, entro limiti di legge, nell’espletamento dei bandi di gara anche per eventuali esternalizzazioni dei servizi, le aziende che hanno conseguito la certificazione etica, e vengano verificati puntualmente, il rispetto delle disposizioni legislative e contrattuali e degli obblighi retributivi e contributivi, con attenzione alla sicurezza e salute sul lavoro, ricorrendo anche alle strutture di prevenzione e repressione preposte agli interventi, sollecitandone il coordinamento;&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;La formazione professionale&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;La formazione professionale risulta di vitale importanza per lo sviluppo sociale ed economico. Essa dovrebbe coinvolgere tutto il personale dipendente, i soggetti in attesa di occupazione ed in particolare i lavoratori con contratti temporanei perché possano usufruirne della formazione continua, ormai ritenuta fondamentale per l’aggiornamento e la predisposizione a svolgere diverse professionalità.&#60;br /&#62;
Occorre naturalmente investire risorse significative anche nella formazione manageriale diretta agli imprenditori ed ai quadri, con il coinvolgimento diretto delle associazioni imprenditoriali e dell’Università, con consulenze e tutor di riconosciuta ed elevata capacità. Tale formazione dovrebbe spaziare a diversi livelli a partire dalle specializzazioni inerenti  la commercializzazione e l’export, fino alla sicurezza nei luoghi di lavoro.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Le esigenze formative, universalmente riconosciute, dovrebbero poter trovare maggiore capacità di risposta a livello istituzionale anche attraverso una più puntuale caratterizzazione del ruolo di strutture diverse da quelle che fanno riferimento alle associazioni imprenditoriali, come agenzie per lo sviluppo locale.&#60;br /&#62;
Nella nostra Provincia, com’è noto, molte aziende hanno beneficiato dell’immigrazione,  spesso per lavori di basso profilo e manovalanza, che vengono generalmente rifiutati dai nostri cittadini. Proprio per questo essi necessitano di maggiore attenzione alla prevenzione a partire da quella infortunistica.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Appare dunque necessaria una prima  formazione, comprendente anche livelli minimi di alfabetizzazione, per i lavoratori stranieri che si affacciano al nostro mondo del lavoro, senza conoscere norme minime di tutela della loro incolumità personale.  In questo contesto occorre uno sforzo per perseguire politiche di  coesione. Le istituzioni locali devono facilitare la logistica dei trasporti e delle politiche abitative.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Da UNA TRACCIA PER IL PROGRAMMA DE “LA SINISTRA”&#60;br /&#62;
……………….&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;La crisi &#60;/p&#62;
&#60;p&#62;La gravissima crisi finanziaria mondiale, derivante dalla speculazione sfrenata alimentata da un capitalismo senza regole si è abbattuta come un maglio sull’economia reale producendo crisi aziendali, cassa integrazione, disoccupazione e un forte aumento dell’inflazione.&#60;br /&#62;
Questa situazione produce ogni giorno nuovi poveri. Le poche risorse per combattere la crisi non vengono finalizzate al cambiamento e all’innovazioni produttiva e dopo la fase l’assistenzialismo si riproporrà una crisi aggravata.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Il governo delle destre interviene solo aumentando il prelievo fiscale e operando tagli alla scuola, all’università, alla ricerca, alla sanità, al pubblico impiego ed allo stato sociale.&#60;br /&#62;
Se non c’è un cambiamento profondo di questa politica, gli Enti Locali, che dovrebbero poter garantire i servizi e le condizioni della piena convivenza civile tra i cittadini, non saranno più in grado di erogare prestazioni essenziali per l’intera popolazione. Ne faranno le spese i più deboli: giovani, donne e anziani.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Le ricadute sul territorio&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;La Toscana e la nostra provincia si trovano dentro la crisi internazionale con una produzione ancora troppo ancorata a beni a basso valore aggiunto, facilmente replicabili nei paesi in via di sviluppo, con i quali è perdente ogni competizione basata sul contenimento dei costi di produzione. La concorrenza al ribasso non può avere successo se non comprimendo pesantemente i livelli salariali, i diritti dei lavoratori e la loro sicurezza, accrescendo le tensioni sociali.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;La difficoltà di ridurre i costi unitari, in Italia, è causata sicuramente dagli insufficienti investimenti in ammodernamento ed innovazione e dai costi crescenti del credito, dell’energia, dei trasporti e di gran parte delle materie prime. Questi elementi sono alla base delle debolezze dell’Italia rispetto ad altri paesi europei, ed anche dei fenomeni di precarizzazione del lavoro con cui aziende private ed enti pubblici puntano a contenere i costi di produzione. In ciò aiuta una legislazione sempre più vessatoria verso i lavoratori ed i crescenti flussi di immigrati senza diritti.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Vanno cambiati alla radice gli orientamenti produttivi: l’unico mercato veramente redditizio per un paese sviluppato è quello dei beni il cui valore aggiunto deriva essenzialmente dall’unico fattore produttivo non replicabile che è l’intelletto umano.&#60;br /&#62;
Ciò vale tanto più per la Provincia di Siena, dove occorre:&#60;br /&#62;
- sviluppare politiche locali che consolidino le attività manifatturiere con innovazioni di processo e  di prodotto;&#60;br /&#62;
- favorire lo sviluppo dell’economia del “sapere”.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Sul piano fiscale questi obiettivi potrebbero essere favoriti da una razionalizzazione che a livello locale introducesse, se compatibile con le future misure per il federalismo fiscale, un’imposta sul Reddito Operativo Lordo, che sostituisse tutte le altre imposte locali per le imprese ed i cittadini. Si  dovrebbero anche introdurre, per quanto di competenza locale, agevolazioni fiscali per le aziende che investono in attività di ricerca (es. polo biotecnologico, risparmio energetico ed energie rinnovabili, ecc.) attraverso capitale proprio.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Questo, insieme al altre iniziative appropriate, alcune delle quali già avviate, potrebbe contribuire a creare un vero e proprio “distretto scientifico” della provincia di Siena, per la realizzazione di nuovi prodotti e servizi in campo biomedico ed ambientale, e dunque produrre nuove forme di occupazione anche altamente qualificata.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62; La situazione critica dell’economia locale&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;La realtà economica e sociale della provincia di Siena si sta progressivamente modificando. Anche da noi la crisi sta logorando il benessere garantito negli anni anche dal settore terziario, dove Monte dei Paschi, Università, Ospedale ed Enti Locali hanno fornito sicurezza a molte migliaia di addetti, specialmente nella città di Siena. Ridimensionamenti ed esternalizzazioni stanno riducendo il contributo di queste strutture all’economia locale.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Nel comparto industriale sono troppi i casi che destano allarme: siamo pressoché alla chiusura della Florence di Casole d’Elsa, che occupava quasi 500 donne; la Calp di Colle, nonostante le modifiche nella proprietà e la diversificazione produttiva avviata, tarda a riprendersi; nel settore del camper, dove abbiamo il distretto produttivo più importante d’Europa, sono iniziati i licenziamenti e la cassa integrazione; la Bayer sta chiudendo lo stabilimento di Rosia; la cessione dell’immobile dello stabilimento Wirlpool di Siena al Monte dei Paschi, è un segno manifesto di difficoltà dell’azienda; le pelletterie dell’Amiata versano in una crisi preoccupante; nell’edilizia aumenta l’invenduto, con riflessi nei settori dell’impiantistica, dei laterizi, dell’arredo. Centinaia di piccole e piccolissime aziende, anche a conduzione semifamiliare, non fanno notizia ma sono in gravi difficoltà.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Anche sulla collettività senese si proiettano dunque le difficoltà economiche ed occupazionali che generali di questa fase.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;I problemi del mondo del lavoro&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Questo stato di cose si intreccia con un quadro già inaccettabile delle condizioni dei lavoratori. Per la prima volta da molti anni le nuove generazioni non possono guardare al futuro con la fiducia che possa essere migliore di quello dei loro genitori. I dati dell’occupazione segnalano un aumento allarmante della precarietà. Anche chi ha un lavoro stabile è colpito dalla perdita di potere d’acquisto di salari e pensioni. E’ difficile pagare il mutuo o l’affitto, le bollette, gli studi dei figli. &#60;/p&#62;
&#60;p&#62;I lavoratori che sentono la minaccia della perdita del posto di lavoro a causa del rapporto precario, o della crisi, sono i più disarmati di fronte al datore di lavoro e spesso anche i più scettici sulla possibilità di cambiare le cose in assenza di un quadro e di forze politiche che pongano al centro l’obbiettivo di una società giusta e solidale, che affermi la centralità del lavoro, della sua tutela e della salvaguardia dei diritti.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Lavoro e diritti&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;La precarizzazione del lavoro&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Uno dei problemi più gravi della nostra società è oggi la precarizzazione e l’insicurezza del lavoro, che ha perso la sua naturale centralità a vantaggio della finanziarizzazione dell’economia: i risultati sono sotto gli occhi di tutti.&#60;br /&#62;
La rivoluzione tecnologica ha cambiato fortemente il modo di lavorare e le gerarchie produttive.&#60;br /&#62;
Nuove tipologie contrattuali, effetto anche della nuova legislazione in materia, hanno prodotto una estrema flessibilizzazione del mercato del lavoro e la precarizzazione di gran parte dei rapporti.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Senza sottovalutare l’esigenza di una certa flessibilità da applicarsi correttamente a settori fortemente condizionati dalla stagionalità,  ed in conseguenza della nuova organizzazione produttiva di molte imprese, non si può dimenticare che – dopo la legge Treu e la legge 30 – sono mancate misure di tutela in campo previdenziale, di continuità del reddito e di formazione che salvaguardassero adeguatamente i lavoratori.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Oggi la situazione è di vera emergenza, con un esteso abuso del ricorso a contratti precari al solo fine di ridurre vincoli e costi per le imprese. Anche a Siena, nell’ultimo anno e mezzo, ogni 100 assunzioni 83 sono state a tempo determinato.&#60;br /&#62;
In questo contesto anche la scelta di esternalizzare diversi servizi di pertinenza degli Enti Locali, spesso imposta dalle norme restrittive sui loro bilanci, oltre a costituire una sorta di deresponsabilizzazione verso i cittadini amministrati, ha finito per favorire la precarizzazione degli addetti.&#60;br /&#62;
Si sta determinando anche un decadimento dei livelli di legalità, con il ritorno a forme di reclutamento giornaliero ed irregolare, soprattutto in settori come l’edilizia e l’agricoltura, dove mancano efficaci controlli preventivi e repressivi.&#60;br /&#62;
Si aprono scenari assolutamente preoccupanti perchè chi non ha un lavoro stabile non può programmare il futuro, formarsi una famiglia, comprare una casa , avere figli.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;L’introduzione di elementi di flessibilizzazione che riducono il costo salariale e contributivo e comprimono i diritti dei lavoratori al solo scopo di aumentare la competitività delle imprese, è socialmente ingiusta ed alla lunga anche inefficace sul piano economico. Questa situazione va superata affermando il principio opposto, e cioè che il lavoro flessibile deve avere costi maggiori di quello stabile, per scoraggiarne l’uso improprio e per contribuire alla continuità previdenziale e retributiva dei lavoratori.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Favorire la stabilizzazione dei lavoratori&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Si deve incoraggiare la stabilizzazione dei rapporti di lavoro e quindi del reddito e delle prospettive di vita del lavoratore, garantendo il giusto sostegno economico e sociale anche ai percorsi lavoratovi individuali. In quest’ambito vanno ribaditi principi  fondamentali come la contrattazione nazionale e decentrata, la continuità previdenziale e reddituale, l’assistenza sanitaria, la sicurezza nei luoghi di lavoro, l’informazione ed il controllo sull’oggetto della prestazione lavorativa.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Occorre dunque una nuova strategia, anche locale, sui diritti vecchi e nuovi, altrimenti il passaggio alla società del sapere rischia di produrre nuova marginalizzazione del lavoro.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Di fronte ai vincoli di bilancio ed alla necessità di garantire servizi essenziali diversi Enti Locali e soggetti pubblici hanno fatto ampiamente ricorso a processi di esternalizzazione e forme di lavoro atipico. Questi processi, non gestiti con attenzione, hanno prodotto un deterioramento retributivo e normativo delle condizioni dei lavoratori interessati, con punte ancora più gravi nelle situazioni di subappalto che producono ulteriori rischi.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;A partire dagli Enti Locali occorre, nonostante le difficoltà, avere la capacità di coniugare elementi di efficienza nella gestione con il rispetto dei diritti dei lavoratori. Deve essere riconoscibile la coerenza tra i valori enunciati nell’elaborazione politica e le pratiche dell’amministrare quotidiano.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Per tute queste ragioni, negli Enti Locali amministrati dal centro-sinistra, occorrerà che:&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;-  vengano valorizzati i rapporti di lavoro a tempo indeterminato come strumento principale per lo svolgimento delle attività istituzionali dell’ente, ricorrendo al altre forme contrattuali solo quando ciò risulti effettivamente indispensabile;&#60;br /&#62;
- le prestazioni lavorative a carattere atipico siano ridotte al minimo e oggetto di preventiva contrattazione sindacale in merito a modalità ed entità;&#60;br /&#62;
-  il rapporto di lavoro deve essere basato sulla dignità e la responsabilità del lavoratore e sui diritti individuali e collettivi.&#60;br /&#62;
-   venga riaffermato il valore della contrattazione e delle relazioni sindacali;&#60;br /&#62;
- la valorizzazione delle competenze e delle professionalità passi attraverso l’accesso alla conoscenza delle scelte, la partecipazione all’organizzazione del lavoro e l’autonomia professionale;&#60;br /&#62;
-  anche ai lavoratori a contratto debbono essere riconosciuti i diritti ad un’equa retribuzione, alla formazione professionale ed alla sicurezza;&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Riteniamo inoltre necessario che:&#60;br /&#62;
- commissioni consiliari e tecniche, anche in collaborazione tra più enti, definiscano meccanismi per scongiurare il ricorso al lavoro sommerso, in via diretta o tramite subappalti, da parte delle aziende vincitrici di bandi di gara per lavori pubblici o servizi;&#60;br /&#62;
- vengano privilegiate, entro limiti di legge, nell’espletamento dei bandi di gara anche per eventuali esternalizzazioni dei servizi, le aziende che hanno conseguito la certificazione etica, e vengano verificati puntualmente, il rispetto delle disposizioni legislative e contrattuali e degli obblighi retributivi e contributivi, con attenzione alla sicurezza e salute sul lavoro, ricorrendo anche alle strutture di prevenzione e repressione preposte agli interventi, sollecitandone il coordinamento;&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;La formazione professionale&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;La formazione professionale risulta di vitale importanza per lo sviluppo sociale ed economico. Essa dovrebbe coinvolgere tutto il personale dipendente, i soggetti in attesa di occupazione ed in particolare i lavoratori con contratti temporanei perché possano usufruirne della formazione continua, ormai ritenuta fondamentale per l’aggiornamento e la predisposizione a svolgere diverse professionalità.&#60;br /&#62;
Occorre naturalmente investire risorse significative anche nella formazione manageriale diretta agli imprenditori ed ai quadri, con il coinvolgimento diretto delle associazioni imprenditoriali e dell’Università, con consulenze e tutor di riconosciuta ed elevata capacità. Tale formazione dovrebbe spaziare a diversi livelli a partire dalle specializzazioni inerenti  la commercializzazione e l’export, fino alla sicurezza nei luoghi di lavoro.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Le esigenze formative, universalmente riconosciute, dovrebbero poter trovare maggiore capacità di risposta a livello istituzionale anche attraverso una più puntuale caratterizzazione del ruolo di strutture diverse da quelle che fanno riferimento alle associazioni imprenditoriali, come agenzie per lo sviluppo locale.&#60;br /&#62;
Nella nostra Provincia, com’è noto, molte aziende hanno beneficiato dell’immigrazione,  spesso per lavori di basso profilo e manovalanza, che vengono generalmente rifiutati dai nostri cittadini. Proprio per questo essi necessitano di maggiore attenzione alla prevenzione a partire da quella infortunistica.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Appare dunque necessaria una prima  formazione, comprendente anche livelli minimi di alfabetizzazione, per i lavoratori stranieri che si affacciano al nostro mondo del lavoro, senza conoscere norme minime di tutela della loro incolumità personale.  In questo contesto occorre uno sforzo per perseguire politiche di  coesione. Le istituzioni locali devono facilitare la logistica dei trasporti e delle politiche abitative.
&#60;/p&#62;</description>
		</item>
		<item>
			<title>alessandro.cannamela su "Articolo di Luciano Gallino sulla crisi... repubblica... 8/2/2009"</title>
			<link>http://www.sinistrasiena.net/forum/topic.php?id=6#post-7</link>
			<pubDate>Lun, 09 Feb 2009 11:15:04 +0000</pubDate>
			<dc:creator>alessandro.cannamela</dc:creator>
			<guid isPermaLink="false">7@http://www.sinistrasiena.net/forum/</guid>
			<description>&#60;p&#62;&#60;a href=&#34;http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/02/08/se-una-conquista-diventa-un-ripiego.html&#34; rel=&#34;nofollow&#34;&#62;http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/02/08/se-una-conquista-diventa-un-ripiego.html&#60;/a&#62;
&#60;/p&#62;</description>
		</item>
		<item>
			<title>alessandro.cannamela su "Osservatorio Provinciale 2007 sull'occupazione"</title>
			<link>http://www.sinistrasiena.net/forum/topic.php?id=5#post-6</link>
			<pubDate>Dom, 08 Feb 2009 15:50:38 +0000</pubDate>
			<dc:creator>alessandro.cannamela</dc:creator>
			<guid isPermaLink="false">6@http://www.sinistrasiena.net/forum/</guid>
			<description>&#60;p&#62;&#60;a href=&#34;http://www.impiego.provincia.siena.it/pages/asp/dettaglio_quadri.asp?id_inserimento=97&#38;amp;ID_PAGINA_INSERIMENTO_FK=2&#34; rel=&#34;nofollow&#34;&#62;http://www.impiego.provincia.siena.it/pages/asp/dettaglio_quadri.asp?id_inserimento=97&#38;amp;ID_PAGINA_INSERIMENTO_FK=2&#60;/a&#62;
&#60;/p&#62;</description>
		</item>
		<item>
			<title>alessandro.cannamela su "Programma SD Siena.. evidenziata la parte relativa a lavoro e crisi"</title>
			<link>http://www.sinistrasiena.net/forum/topic.php?id=4#post-5</link>
			<pubDate>Dom, 08 Feb 2009 15:50:01 +0000</pubDate>
			<dc:creator>alessandro.cannamela</dc:creator>
			<guid isPermaLink="false">5@http://www.sinistrasiena.net/forum/</guid>
			<description>&#60;p&#62;&#60;a href=&#34;http://www.sinistrasiena.net/wp-content/uploads/2009/02/sd_progr_ammve_def_si.pdf&#34; rel=&#34;nofollow&#34;&#62;http://www.sinistrasiena.net/wp-content/uploads/2009/02/sd_progr_ammve_def_si.pdf&#60;/a&#62;
&#60;/p&#62;</description>
		</item>
		<item>
			<title>alessandro.cannamela su "Link all'articolo di Bauman su Repubblica  8/10/2008"</title>
			<link>http://www.sinistrasiena.net/forum/topic.php?id=3#post-4</link>
			<pubDate>Dom, 08 Feb 2009 15:14:44 +0000</pubDate>
			<dc:creator>alessandro.cannamela</dc:creator>
			<guid isPermaLink="false">4@http://www.sinistrasiena.net/forum/</guid>
			<description>&#60;p&#62;&#60;a href=&#34;http://www.impiego.provincia.siena.it/pages/asp/dettaglio_quadri.asp?id_inserimento=97&#38;amp;ID_PAGINA_INSERIMENTO_FK=2&#34; rel=&#34;nofollow&#34;&#62;http://www.impiego.provincia.siena.it/pages/asp/dettaglio_quadri.asp?id_inserimento=97&#38;amp;ID_PAGINA_INSERIMENTO_FK=2&#60;/a&#62;
&#60;/p&#62;</description>
		</item>
		<item>
			<title>alessandro.cannamela su "Link all'articolo di Bauman su Repubblica  8/10/2008"</title>
			<link>http://www.sinistrasiena.net/forum/topic.php?id=3#post-3</link>
			<pubDate>Dom, 08 Feb 2009 15:11:44 +0000</pubDate>
			<dc:creator>alessandro.cannamela</dc:creator>
			<guid isPermaLink="false">3@http://www.sinistrasiena.net/forum/</guid>
			<description>&#60;p&#62;&#60;a href=&#34;http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/economia/crisi-mutui-9/bauman/bauman.html&#34; rel=&#34;nofollow&#34;&#62;http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/economia/crisi-mutui-9/bauman/bauman.html&#60;/a&#62;
&#60;/p&#62;</description>
		</item>
		<item>
			<title>SinistraSiena su "Appello per la Sinistra"</title>
			<link>http://www.sinistrasiena.net/forum/topic.php?id=2#post-2</link>
			<pubDate>Ven, 06 Feb 2009 11:14:28 +0000</pubDate>
			<dc:creator>SinistraSiena</dc:creator>
			<guid isPermaLink="false">2@http://www.sinistrasiena.net/forum/</guid>
			<description>&#60;p&#62;ANCHE A SIENA NASCE L’ASSOCIAZIONE “PER LA SINISTRA”&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;L’appello dei primi firmatari&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;La crisi che stiamo vivendo segna un vero spartiacque: il capitalismo del libero mercato senza regole ha fallito, il modello finanziario che ha dominato lo sviluppo dell’economia mondiale negli ultimi tre decenni svela oggi tutti i suoi limiti e le sue iniquità. E’ una crisi che travolge un intero sistema di pensiero, ma che rischia di essere pagata, in assenza di politiche efficaci, solo dai soggetti deboli della società in ogni parte del mondo.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;La crisi della politica che contemporaneamente scuote il nostro paese, anche in rapporto al manifestarsi di una nuova questione morale, ci pone dinanzi ad un problema di rappresentatività delle istituzioni, di credibilità delle stesse, di sfiducia nei confronti della politica tutta. L’assenza di una forza politica della sinistra, propositiva, forte e partecipata rende difficile ogni prospettiva di cambiamento.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Per questi motivi vi è la necessità oggi, di attivare un percorso inclusivo e dinamico, teso a costituire una soggettività, una sinistra nuova, capace di un’idea, di un progetto di società, e assieme di attribuire un nuovo senso alle parole:&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;- una sinistra che indaghi il tempo presente e provi a costruire un’alternativa a questo modello di sviluppo, che riesca finalmente a mescolare i segni e i semi di più culture politiche per farne un linguaggio diverso, un diverso sguardo sulle cose di questo tempo e di questo mondo.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;- una sinistra che guardi all’Europa come luogo fondamentale del proprio agire e di costruzione di un’alternativa a questo tipo di globalizzazione.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;- una sinistra che affronti il dramma della precarietà, del lavoro e dell’esistenza, che entri nel vivo della problematica ambientale, che faccia di essa il proprio orizzonte politico e di sviluppo economico e sociale.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;- una sinistra che difenda il valore del “comune”, il valore “pubblico” della conoscenza, della scuola e dei servizi sociali e civili.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;- una sinistra che voglia battersi per una politica di pace, non solo come ripudio della guerra, ma anche come quotidiana costruzione della cultura della non violenza e della cooperazione come alternativa alla competizione.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;-una sinistra che porti avanti coerentemente la politica del rinnovamento, che riconosca le responsabilità del ceto politico, che provi ad innovare oltre che i linguaggi, le forme di declinazione della pratica politica: in altre parole uno spazio di partecipazione, aperto e fruibile, di ricerca e di responsabilità condivise.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;- una sinistra che assuma la questione morale come elemento centrale di garanzia dell’autonomia della politica, per colmare il distacco profondo che la separa dai cittadini. Partiti politici privi di grandi ideali e forte controllo democratico interno sono destinati a diventare delle scatole occupate da lobby economiche ed affaristiche.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Cambiare il nostro paese è possibile, ma occorre il coraggio di praticare questa speranza, di farla incontrare con una politica che sappia cambiare anche se stessa per tradurre la speranza in realtà.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Non è un percorso facile, ne siamo perfettamente coscienti: lavorare da subito ad una fase costituente della sinistra italiana significa anche spezzare una condizione di marginalità – politica e persino democratica – e a scongiurare la deriva “bipartitista” , avviando una riforma delle pratiche politiche novecentesche.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;L’obiettivo è quello di lavorare a un nuovo soggetto politico della sinistra italiana degli anni ‘2000 attraverso un processo che deve segnare concreti elementi di novità: non dunque un ritorno identitario verso il passato e non la sommatoria di ceti politici, bensì un percorso democratico, partecipativo, inclusivo. Sappiamo che per farlo avremo bisogno di tutti coloro che sono interessati alla nuova sinistra, e del tempo, quel tempo dove si sviluppa la ricerca di altri linguaggi, la produzione di nuova cultura politica. Una sinistra che sia forza autonoma – sul piano culturale, politico, organizzativo – non può prescindere da ciò.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Ma il nostro tempo è qui e comincia adesso: crediamo che sia indispensabile cominciare a camminare assieme.&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;I primi firmatari dell’associazione Per la Sinistra e tutti coloro che vorranno partecipare si danno appuntamento per giovedì 5 febbraio alle ore 21 in via Nino Bixio 35 (0577 271161 – 0577270389)&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Primi firmatari:&#60;/p&#62;
&#60;p&#62;Alessi Antonella&#60;br /&#62;
Aloisi Anna Maria&#60;br /&#62;
Ambrogi Fabiola&#60;br /&#62;
Baglioni Cesare&#60;br /&#62;
Baldini Erika&#60;br /&#62;
Bartolini Giancarlo&#60;br /&#62;
Berni Gabriele&#60;br /&#62;
Bianciardi Giorgio&#60;br /&#62;
Bicchi Massimo&#60;br /&#62;
Boccia Maria Luisa&#60;br /&#62;
Buscalferri Antonella&#60;br /&#62;
Brogi Jacopo&#60;br /&#62;
Cannamela Alessandro&#60;br /&#62;
Capaccioli Andrea&#60;br /&#62;
Cappellini Daniele&#60;br /&#62;
Cesarini Sforza Serena&#60;br /&#62;
Cialdai Iole&#60;br /&#62;
Cimarosti Livio&#60;br /&#62;
Coradeschi Lorenzo&#60;br /&#62;
Corti Elena&#60;br /&#62;
Cresti Mario&#60;br /&#62;
Crociati Mauro&#60;br /&#62;
Damiani Dario&#60;br /&#62;
De Dominicis Vittoria&#60;br /&#62;
De Ricco Maurizio&#60;br /&#62;
Di Cosmo Leonardo&#60;br /&#62;
D’Onofrio Pasquale&#60;br /&#62;
Duchini Pierpaolo&#60;br /&#62;
Duranti Alessio&#60;br /&#62;
Faneschi Lorenzo&#60;br /&#62;
Fondelli Roberto&#60;br /&#62;
Franci Stefania&#60;br /&#62;
Francescani Alessandro&#60;br /&#62;
Fulignati Massimiliano&#60;br /&#62;
Gentilini Marcello&#60;br /&#62;
Ghionzoli Simona&#60;br /&#62;
Giovani Annalisa&#60;br /&#62;
Giubbolini Sergio&#60;br /&#62;
Laurini Giancarlo&#60;br /&#62;
Logi Massimo&#60;br /&#62;
Logi Michele&#60;br /&#62;
Maci Daniele&#60;br /&#62;
Margheriti Riccardo&#60;br /&#62;
Marzi Bruno&#60;br /&#62;
Menchiari Michele&#60;br /&#62;
Micheletti Andrea&#60;br /&#62;
Montanelli Roberto&#60;br /&#62;
Mugnaini Fabio&#60;br /&#62;
Olivetti Alberto&#60;br /&#62;
Paoli Giacomo&#60;br /&#62;
Parri Giorgio&#60;br /&#62;
Pedani Massimo&#60;br /&#62;
Pede Osvaldo&#60;br /&#62;
Petricci Michele&#60;br /&#62;
Prete Antonio&#60;br /&#62;
Putti Riccardo&#60;br /&#62;
Renai Roberto&#60;br /&#62;
Rotondo Giuseppe Ezio&#60;br /&#62;
Santelli Antonio&#60;br /&#62;
Santelli Ettore&#60;br /&#62;
Scali Sandra&#60;br /&#62;
Reggiani Fabio&#60;br /&#62;
Tanganelli Pierfrancesco&#60;br /&#62;
Tanzini Martina&#60;br /&#62;
Tarì Luciano&#60;br /&#62;
Tarquini Tiziana&#60;br /&#62;
Teucci Andrea&#60;br /&#62;
Valiani Mauro&#60;br /&#62;
Vigni Alessandro&#60;br /&#62;
Vigni Laura
&#60;/p&#62;</description>
		</item>

	</channel>
</rss>
