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l'ambiente al tempo della crisi

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  • Avviato 1 anno fa da roberto.renai

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  1. roberto.renai
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    L’ambiente al tempo della crisi

    Nel nostro strano paese ogni volta che avviene un evento fuori dall’ordinario, si scatena un effetto nefasto, la vicenda di eluana rappresenta questo tragico epilogo, probabilmente nelle prossime settimane il parlamento destro\padano sull’onda emotiva emanerà l’ennesimo atto di prevaricazione sulle libertà personali,se questo è il destino degli uomini non credo vada meglio per l’ambiente,in questi mesi post immondizia a Napoli abbiamo assistito ad una serie di campagne di opinione, su svariati temi, da parte del governo per conto dei suoi esponenti:il nucleare di quarta generazione,il rinnovo delle sovvenzioni pubbliche in materia di energie assimilate ( i cip 6 su gli inceneritori),il non rispetto del protocollo di kyoto con l’alleanza con i paesi più industrializzati (Bulgaria,Polonia,ecc…),il tentativo di riallocare le risorse messe a diposizione del governo prodi per finanziare l’istallazione e la produzione di energia da fonti alternative,il tentativo di consegnare ai privati gli ultimi servizi pubblici gestiti in house, potrei dilungarmi ma credo che tutti siamo a conoscenza di quanto sta avvenendo,il paradosso che questo ritorno ad uno sfruttamento insostenibile dell’ambiente, avviene al tempo della crisi strutturale più grave da molti anni a questa parte,le merci prodotte non vengono più consumante,la società si divide in due chi a tutto e non compra per l’effetto distorsivo dei midia “la percezione della crisi”,e la larga maggioranza della popolazione mondiale che dopo decenni di politiche di redistribuzione del reddito, a favore del profitto, non ha più i soldi per sopravvivere.
    La tendenza generale dei paesi industrializzati, che si ritrovano a fare i conti con una crisi data da una speculazione finanziaria senza precedenti, che avvalorava il principio che le famiglie potessero indebitarsi all’infinito, con la complice connivenza dei governi delle grandi democrazie, ha immesso all’interno del sistema bancario un livello di tossicità, che ha portato al fallimento già alcune banche, e bloccato la capacità di erogare credito all’economia reale, quest' orientamento fa prevedere che la competizione per il ruolo di leadership mondiale sarà esercitato da quei paese che usciranno dalla crisi avendo innovato il proprio ciclo di produzione con una gamma di beni e servizi innovativi che migliorino le performance ambientali e siano connotati da un forte valore aggiunto tecnologico,possibilmente ad un prezzo accessibile.
    In questa fase le misure attivate dai governi di circa un punto di PIL a parte il nostro paese che per ora si aggirano intorno allo 0,30 % di PIL, tentano di costruire ammortizzatori per tutti quelli che perdono il posto di lavoro e non lo ritroveranno a causa della crisi, questo meritevole tentativo nel breve periodo riuscirà a contenere solo in parte la richiesta diffusa di trasformazione del modello redistributivo a livello mondiale.
    Come diceva un bel film, la Provincia di Siena non è un'isola,infatti anche il nostro territorio è colpito in modo molto pesante dagli avvenimenti internazionali,è il sistema del credito con la difficile situazione della Banca MPS,che per bocca del direttore Vigni esprime interesse per gli aiuti di stato,è colpita in tutti quei comparti che in questi anni mostravano già evidenti segnali di difficoltà per una forte delocalizzazione della produzione a favore di quei paesi con basso costo della manodopera,quelli che producono prodotti su cui il mercato non mostra interesse,quelli che avendo un management poco qualificato o non interessato a produrre sul nostro territorio emigrano pur avendo qui prodotto dei buoni profitti,una piccola e piccolissima imprenditoria che per problemi di credito si vede costretta a pagare lei per la bolla finanziaria.
    Credo che questa premessa ci possa ben avviare allo sviluppo del tema che intendiamo discutere nel prossimo work shop sull’ambiente il 24 febbraio a Siena,se infatti tutti ci sentiamo investiti nel tentativo di superare questa difficile fase, una seria e corretta soggettività politica si interroga su come sarà il futuro post crisi e quali strumenti si possono mettere in essere per riuscire a costruire cose di sui ce ne sia veramente bisogno e come sia in armonia con le legittime necessità sociali e l’ambiente.
    Roberto Renai

    Pubblicato 1 anno fa #

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