CONSIGLIO PROVINCIALE di SIENA
Mozione sulle politiche nazionali nella scuola
Premesso:
che l’istruzione rappresenta un diritto fondamentale di ognuno e un valore primario per l’identità del paese, in quanto permette la crescita delle persone e la diffusione di cultura e conoscenza, fattori essenziali per affermare la democrazia e la giustizia sociale e per lo sviluppo del Paese.
Preso atto:
* - che i provvedimenti sulla scuola assunti dal Governo prevedono per il prossimo anno scolastico una riduzione dell’organico del personale docente e non docente (Amministrativo Tecnico Ausiliario) e che tali tagli comporteranno una riduzione dell’estensione e della qualità del servizio;
* che sempre secondo tali provvedimenti nella scuola primaria sono eliminate le compresenze degli insegnanti, utilizzando questi ultimi in altre classi e togliendo spazio al lavoro individualizzato e per piccoli gruppi di alunni;
* che sempre secondo tali provvedimenti la condizione di precarietà di molti lavoratori e lavoratrici nel mondo della scuola, di per sé già grave, si complica ulteriormente degenerando in situazioni critiche che si declinano in una condizione di precarietà protratte fino ad età insostenibili per i lavoratori stessi;
* che nella Scuola secondaria di primo grado si prevedono cattedre di lettere frammentate, di difficile combinazione ra le diverse classi e senza possibilità d’intervento per il recupero degli alunni e per la sostituzione di colleghi assenti;
* che l’intenzione del Governo (poi bloccata e rinviata grazie alla Sentenza della Corte Costituzionale) tesa all’eliminazione delle scuole piccole, nell’ottica di una miope riduzione dei costi, rimane presente nelle linee d’azione del Ministero dell’Istruzione.
Tenuto conto:
- della gravissima situazione finanziaria in cui versa il comparto della scuola, dove non vi sono certezze sui saldi attesi dal Ministero per gli anni finanziari precedenti, mentre le recenti determinazioni ministeriali hanno diminuito in modo consistente il fondo per il pagamento delle supplenze brevi e saltuarie ed in generale per il funzionamento delle scuole;
- che in conseguenza di tale situazione le famiglie potranno essere chiamate a contribuire alla spesa scolastica, oppure potranno esserci interruzioni nel pagamento dei supplenti o anche nel conferimento stesso delle supplenze, con il rischio concreto di non poter assicurare la normale attività didattica;
- dei vari ricorsi al Tar, alla Corte Costituzionale e alla Corte dei Conti, dalle cui sentenze è risultato chiaro che il Governo ha tagliato gli organici, stravolto l'assetto organizzativo e didattico della scuola primaria in palese violazione delle leggi attualmente vigenti, è sconfinato in aree di competenza delle Regioni come nel caso del dimensionamento scolastico;
- che anche le piccole scuole, in un territorio frammentato geograficamente come il nostro, rappresentano un’occasione irrinunciabile di pari opportunità nell’accesso al sapere, di agevolazione alle famiglie e di valorizzazione delle comunità locali, nelle tante frazioni della nostra Provincia.
Rilevato
- che in tutto il paese e anche nella nostra Provincia cresce la domanda di tempi scolastici prolungati, come dimostra la richiesta prevalente dei genitori di iscrivere i figli alla scuola primaria optando per le 30 o le 40 ore;
- che aumenta in ambito provinciale il numero degli iscritti all’anno scolastico 2009-2010, confermando la tendenza alla crescita costante già rilevata nell’ultimo quinquennio;
- che si consolida la presenza di alunni con maggiori bisogni educativi (disabili, stranieri, ecc..) che richiedono particolari modalità di gestione della didattica, in modo da garantire una completa integrazione;
Considerato
- che nel sistema scolastico sono stati fatti investimenti significativi grazie anche all’intervento degli Enti locali nell’edilizia scolastica e a favore della qualificazione del sistema,
- che il livello di benessere sociale ed economico è profondamente correlato alla qualità del sistema scolastico e formativo e che, pertanto, è utile non indebolire il sistema, soprattutto nella fase attuale, nel pieno di una crisi economica senza precedenti, difendendo i diritti di cittadinanza e preparando un futuro sicuro ai giovani;
Tutto ciò premesso
il Consiglio provinciale di Siena
1. Esprime forte preoccupazione per la situazione che si determinerà nelle scuole nel prossimo anno scolastico.
2. Riconferma la convinzione che le modifiche introdotte nel settore scolastico non siano fondate su approfondite riflessioni sul modello educativo e pedagogico, ma solo sulla necessità del contenimento dei costi.
3. Esprime il proprio impegno presso le sedi competenti nella difesa delle scuole della nostra Provincia, degli/delle insegnanti, degli/delle lavoratori/lavoratrici.
4. Invita il Governo a:
- riconsiderare le attuali politiche scolastiche, che comportano inevitabilmente una riduzione di efficacia e qualità del sistema scolastico;
- avviare un percorso condiviso per una riforma vera e propria del sistema scolastico italiano, partendo dai contenuti e dai principi educativi e non dai tagli;
- garantire risorse adeguate alle autonomie scolastiche per consentire il normale funzionamento degli istituti, procedendo alla risoluzione delle situazioni pregresse;
- individuare soluzioni adeguate rispetto al personale ATA, la cui drammatica riduzione mette a rischio il normale funzionamento delle scuole;
- trovare soluzioni certe alla condizione di precarietà di una parte importante del personale della scuola che sarà espulsa dal lavoro, in conseguenza dei tagli operati.
Siena, 31 Agosto 2009